Beni Culturali e concessioni di servizi

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Maurizio Peis ci scrive

Buon giono ragazzi, voi picchettavate in quel di Nuraghe Crabia, e io con amici abbiamo approfittato per visitare il grande nuraghe Seruci, vicino a Gonnesa, naturalmente il posto, la vista, l’imponenza erano stupendi, sapete e sappiamo tutti cosa siano…ma quanta deluzione nel vedere il posto senza nessuna guida, molti visitatori sono tornati indietro, scoraggiati dai cancelli chiusi…noi a differenza di questi abbiamo visitato lo stesso le sue mura millenarie.

^ Questo è un problema ricorrente e in qualche modo legato anche a quello sollevato con il post precedente riguardante il bando per la prosecuzione degli scavi di Mont’è Prama. Il sito che tu citi, Seruci, Gonnesa, era gestito da una cooperativa del paese che, terminati i fondi, non è più stata in grado di garantire il servizio. Penso che attualmente il Comune stia cercando di sopperire in qualche modo e il nostro socio, archeologo Nicola Dessì, sia in qualche modo coinvolto.

Io personalmente penso che tutto il sistema della gestione dei siti e dell’offerta di accoglienza e intrattenimento debba essere innovato con tecniche amministrative che vedano il pubblico chiamare il privato in partenariato attraverso forme di concessione di servizi. Un tema cogente tutto da dibattere e approfondire. a.g.