La Sardegna e le torri sul mare. La “Fort Knox” del 1200 a.C

pubblicato in: Escursioni, Storytelling, Turismo | 0
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di Giorgio Valdès

Il capitolo XXXVII del libro di Sergio Frau “Le Colonne d’Ercole, un’inchiesta”, riporta un appassionato studio di Nicola Porcu -caro amico e socio fondatore Nurnet, scomparso nell’agosto del 2015-, riferito al “Sistema dei porti, degli approdi e dei nuraghi costieri della Sardegna”.

 

Scrive Frau:

<<Un’altra cartina: l’ultima di questa stranissima galleria di mappe –reperto. Non c’era mica prima.

 

L’ha appena fatta –masso su masso, pallino si pallino, nuraghe su nuraghe- con santa pazienza, e passione, e scrupolo, Nicola Porcu. L’ha sentita come un dovere, questa cartina. Come qualcosa di giusto da fare per la sua Sardegna: si era accorto che dalle nuove mappe dell’Istituto Geografico Militare, quelle del 1989 – anche da lì, persino da lì – stavano sparendo via i Nuraghes.

Molti, molti di meno – nella nuova edizione – rispetti a quelli segnalati nelle carte I.G.M. a metà del secolo scorso.>>

(omissis)

<<Nicola è l’eccezione: l’eccezione che conferma la parabola. Solo quelli a mare, per ora, ha salvato Nicola sulla sua cartina che pubblichiamo.

E’ il mare, il mare di Sardegna, la sua passione. Quelli che vedono il mare ha salvato sulla carta e anche gli insediamenti  portuali nuragici che –occhi ai fondali e bombole incollate alla schiena – in tutti questi anni di immersioni gli è riuscito, o gli è capitato di rintracciare. Quelli – gli imbarcaderi del II Millennio a.C. – non li ha censiti ancora nessuno: così è stupefacente di quanto si stupiscano sempre gli archeologi quando nei posti superstar dei Fenici – Nora, Bithia, Sulkis, Tharros – scavando scavando finiscono per arrivare sempre allo strato nuragico.>>

(omissis)

<< “ Il nuraghe si sa è tondo” dice Nicola “ se ci Sali sopra puoi guardare, si, certo, verso il centro della Sardegna. Ma puoi anche guardare il mare: e a me questo interessava, la rete dei Nuraghes che sorvegliava la costa.

Fin da ragazzo mi ero accorto che qualsiasi insenatura, qualsiasi riparo, ogni spiaggia dove era possibile attraccare era controllata da qualche Nuraghe, talvolta costruito addirittura sul bagnasciuga. Partendo da Tertenia tutta la parte Sud, sulla costa Est, sino a risalire a Torre di Foghe, ad Ovest, c’era una situazione di sorveglianza totale””.

Ed eccoli tutti lì, di nuovo, grazie a lui, un puntino dopo l’altro, i Nuraghes “vista mare” della Sardegna meridionale.

Serviva un’isola al di là delle Colonne d’Ercole? E che fosse fortificata a sud? Talmente fortificato che poi il suo re – fratello gemello di Atlante – fosse conosciuto da tutti come Gadeiro il “Blindato”? Serviva tutto questo per decidere che Platone, a 70 anni, non era mica uno Sparaballe? Basta un’occhiata alla mappa: altro che Cortina di Ferro!

E’ Fort Knox, quest’isola nel 1200. Stupefacente: è una maestosa, possente, strabiliante blindatura di torri di roccia quella che gli è saltata fuori dalle carte e dai riscontri sul terreno e che ora punteggia la cartina. Solo nella parte sud della Sardegna sono 308 i nuraghes vista mare certificati dall’I.G.M. e da altre ricerche montate insieme.

Serviva un luogo di torri che desse il nome alla Tirrenìa? Ai Tirreni di Strabone, a quelli prima dei Fenici? Be’: qui c’è un’isola che avrebbe tutte le pietre in regola per candidarsi.

Nicola è simpatico, serissimo ed eccessivo. Le spara grosse sulla sua Sardegna. Poi, però, verifichi ed è sempre tutto vero, ha sempre ragione lui: è la Sardegna che è sempre più grossa, eccessiva, rispetto a quel che ti aspetti. Come questa storia dei nuraghes a picco sul mare, una ventina me ne ha fatti vedere che nessun cartello segnala. E, certo, non li ha mica costruiti lui per farmi uno scherzo. Tutto bombole e famiglia, innamorato com’è dei suoi e del suo lavoro-passione di sommozzatore e archeologo subacqueo, è ispettore onorario della Soprintendenza (battezzato a questo ruolo da quel grande dell’archeologia sarda che fu Ferruccio Barreca) e, finora, nelle sue perlustrazioni sottomarine ha trovato gran belle cose: tesoretti di coccio a Santa Gilla (“uno stagnone che chissà quanta roba nasconde ancora…”), lingottini di piombo in mare…Addirittura un porto fenicio-punico, ha trovato, il “Portus Herculis” di Tolomeo, enormi moli affogati sott’acqua nella baia di Capo Malfatano…>>.