di Renzo Trenta
Il Geoportale di Nurnet ha necessità di essere rinnovato, sia per obsolescenza tecnologica sia per la necessità di inserire nuovi dati.
Oltre il Geoportale del patrimonio della Protostoria e della Preistoria della Sardegna abbiamo generato anche quelle delle chiese campestri, grazie a un’intesa con l’associazione NostraSardegna e, in particolare, con il signor Maurizio Serra di Villanovaforru .
I dati dei portali possono o potranno essere integrati al fine di verificare il fenomeno del sincretismo o sostituzione religiosa.
Il portale protostorico, quindi nuragico, contiene: 14.258 siti in 376 comuni, fra nuraghi semplici e complessi, protonuraghi, domus de janas, tombe dei giganti, pozzi e fonti sacre, villaggi e insediamenti all’aperto.
I soli nuraghi sono 8.161. Accanto ai luoghi ci sono gli oggetti: 1.809 reperti in 43 musei, di cui 185 conservati fuori dalla Sardegna.
I dati non sono e forse mai saranno definitivi. Tra le novità vi sarà un livello informativo con i reperti museali e la loro georeferenziazione.

La mappa delle chiese campestri contiene: 1.263 chiese campestri, quelle isolate in campagna, spesso legate a una festa e a un santo. Dall’altra 135 chiese romaniche. Sono due pagine separate. Diverse chiese compaiono in tutte e due.
DA DOVE VENGONO I DATI, E QUANTI NE ABBIAMO SCARTATI
Da archivi pubblici, cioè da elenchi che chiunque può consultare. Raccoglierli non è stata la parte difficile. La parte difficile è stata metterli d’accordo.
Siamo partiti da 47.554 schede. Lo stesso monumento compare in più elenchi con nomi scritti in modo diverso, con coordinate che non coincidono, a volte attribuito al comune sbagliato. Finché gli elenchi restano separati il problema non si vede: appena si sovrappongono, lo stesso nuraghe diventa tre punti sulla mappa.
Riconoscere le ripetizioni ha ridotto quelle 47.554 schede a 14.258 luoghi distinti con una posizione verificata. 5.549 schede contengono il nome e il comune ma non una coordinata: non le scartiamo, cerchiamo di capire come, se e dove integrarle.
La provenienza di ogni dato resta tracciata e verificabile. Ogni eventuale errore sarà correggibile.
A ogni sito sono state associate automaticamente informazioni sul contesto: la quota, la distanza dal mare e dai corsi d’acqua, il tipo di roccia, l’uso del suolo.
Dal processamento digitale, tipica funzione dei sistemi geografici digitali possono nascere analisi di ogni genere e nuovi metadati.
Per esempio: Metà dei siti si colloca fra 100 e 400 metri sul livello del mare. Sei siti su dieci stanno entro cinquecento metri da un corso d’acqua.
Le tombe dei giganti distano in media 316 metri dal nuraghe più vicino.
Infine, il confronto con la Sardegna di oggi. Dove si allevano più pecore ci sono più monumenti. La relazione cresce senza salti: da 26 siti ogni cento chilometri quadrati nei territori con meno pastorizia a 89 in quelli con più pastorizia, tre volte e mezzo tanto. Questo può semplicemente significare che i nuraghi furono costruiti che certe terre servono da millenni allo stesso uso. Oppure che in pianura, dove sono più le coltivazioni e vi è minor presenza di ovini, i nuraghi sono stati spesso distrutti.
UN LAVORO CHE NON FINIRA’ MAI
I dati e il software sono stati trattati e generati anche con utilizzo delle più recenti forme di intelligenza artificiale. Abbiamo creato un agente denominato NurnetAI, con il quale gestiamo il corpus dei dati, delle pubblicazioni nostre e pubbliche accessibili.
Le capacità di calcolo e di catalogazione semantica di queste nuove tecnologie sono enormemente più potenti rispetto alle precedenti, così come è noto.
Le mappe crescono: ogni settimana arrivano correzioni, coordinate più precise, schede nuove, fotografie. Le tabelle allegate riassumono cosa contiene ad oggi ciascuna pagina.
Chi conosce un monumento nuovo, ha nuove foto o dati migliori di quanto mostrato nel nostro portale, potrà segnalarlo. Le mappe così potranno continuare a migliorarsi.
Renzo Trenta, consigliere direttivo di Nurnet APS

