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Si trova sulla collina che domina il comune di Silanus. E’ del tipo complesso, costruito prevalentemente in granito. Rimane quasi intatta la torre centrale alta circa 12 metri originariamente affiancata da altri due o tre corpi. Il nuraghe presenta due tholos sovrapposte, collegate da una scala principale e da una scala secondaria occulta dotata di un mezzanino. Alla base del nuraghe si notano i ruderi di altre costruzioni nuragiche ancora non adeguatamente indagate.
Il Nuraghe Sant’Anastasia si trova a circa 200 m di distanza dalla periferia Nord-Est di Soddì. Si tratta di un monotorre costruito con blocchi di basalto ben lavorati. Si presenta in buono stato di conservazione. All’interno è possibile osservare, a sinistra del corridoio ad ogiva, l’accesso rialzato al piano superiore. (Marco Cocco)
Il Nuraghe Sant’Anastasia si trova a circa 200 m di distanza dalla periferia Nord-Est di Soddì. Si tratta di un monotorre costruito con blocchi di basalto ben lavorati. Si presenta in buono stato di conservazione. All’interno è possibile osservare, a sinistra del corridoio ad ogiva, l’accesso rialzato al piano superiore. (Marco Cocco)
Il Nuraghe Sant’Anastasia si trova a circa 200 m di distanza dalla periferia Nord-Est di Soddì. Si tratta di un monotorre costruito con blocchi di basalto ben lavorati. Si presenta in buono stato di conservazione. All’interno è possibile osservare, a sinistra del corridoio ad ogiva, l’accesso rialzato al piano superiore. (Marco Cocco)
Il Nuraghe Sant’Anastasia si trova a circa 200 m di distanza dalla periferia Nord-Est di Soddì. Si tratta di un monotorre costruito con blocchi di basalto ben lavorati. Si presenta in buono stato di conservazione. All’interno è possibile osservare, a sinistra del corridoio ad ogiva, l’accesso rialzato al piano superiore. (Marco Cocco)
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone, oggi solo in parte conservato) probabilmente protetto in antico da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata. I reperti di cultura materiale restituiti dal tempio (materiale ceramico d’impasto e frammenti di oggetti in bronzo) permettono di datare la struttura tra l’età del Bronzo Finale e gli inizi della prima età del Ferro (XII-1X sec. a.C.).
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone, oggi solo in parte conservato) probabilmente protetto in antico da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata. I reperti di cultura materiale restituiti dal tempio (materiale ceramico d’impasto e frammenti di oggetti in bronzo) permettono di datare la struttura tra l’età del Bronzo Finale e gli inizi della prima età del Ferro (XII-1X sec. a.C.).
















