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Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Nuraghe Narocci

In località Scivu, in concomitanza della spiaggia omonima, sorge il Nuraghe noto come Nuraghe Narocci o Cancedda. Il nuraghe è posizionato sulla collina di Punta su Nuraxi, a 226 metri sul livello del mare, dominando la vallata che degrada verso la costa. La costruzione era composta da almeno quattro torri, occupando un’ampia superficie. Parte dei materiali dispersi nel territorio limitrofo sono stati ritrovati persino alla base della collina.

Tempio a pozzo di Orri

L’area archeologica di Orri è ubicata nel territorio del Comune di Arborea, sulle attuali rive di un piccolo specchio d’acqua chiuso da un tombolo, che si affaccia sulla acque del Golfo meridionale di Oristano. Della costruzione del pozzo, in blocchi di pietra locale appena lavorati e che purtroppo mostra fasi di spoglio e scavo clandestino, residua probabilmente un corridoio/atrio, una breve scalinata di accesso all’acqua e parte della tholos che inscriveva la zona con l’acqua sorgiva – acqua che tutt’oggi continua ad affluire –, e che rappresentava il sancta santorum, area il cui accesso era riservato solo agli operatori del culto.

Tempio a pozzo di Orri

L’area archeologica di Orri è ubicata nel territorio del Comune di Arborea, sulle attuali rive di un piccolo specchio d’acqua chiuso da un tombolo, che si affaccia sulla acque del Golfo meridionale di Oristano. Della costruzione del pozzo, in blocchi di pietra locale appena lavorati e che purtroppo mostra fasi di spoglio e scavo clandestino, residua probabilmente un corridoio/atrio, una breve scalinata di accesso all’acqua e parte della tholos che inscriveva la zona con l’acqua sorgiva – acqua che tutt’oggi continua ad affluire –, e che rappresentava il sancta santorum, area il cui accesso era riservato solo agli operatori del culto.

Tempio a pozzo di Orri

L’area archeologica di Orri è ubicata nel territorio del Comune di Arborea, sulle attuali rive di un piccolo specchio d’acqua chiuso da un tombolo, che si affaccia sulla acque del Golfo meridionale di Oristano. Della costruzione del pozzo, in blocchi di pietra locale appena lavorati e che purtroppo mostra fasi di spoglio e scavo clandestino, residua probabilmente un corridoio/atrio, una breve scalinata di accesso all’acqua e parte della tholos che inscriveva la zona con l’acqua sorgiva – acqua che tutt’oggi continua ad affluire –, e che rappresentava il sancta santorum, area il cui accesso era riservato solo agli operatori del culto.

Tempio a pozzo di Orri

L’area archeologica di Orri è ubicata nel territorio del Comune di Arborea, sulle attuali rive di un piccolo specchio d’acqua chiuso da un tombolo, che si affaccia sulla acque del Golfo meridionale di Oristano. Della costruzione del pozzo, in blocchi di pietra locale appena lavorati e che purtroppo mostra fasi di spoglio e scavo clandestino, residua probabilmente un corridoio/atrio, una breve scalinata di accesso all’acqua e parte della tholos che inscriveva la zona con l’acqua sorgiva – acqua che tutt’oggi continua ad affluire –, e che rappresentava il sancta santorum, area il cui accesso era riservato solo agli operatori del culto.