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INSEGNA COMPOSTA DA SPADA CENTRALE VOTIVA SORMONTATA DA PLACCA, PROTOMI DI CERVO E PUGNALE E DUE SPADE LATERALI
80) INSEGNA COMPOSTA DA SPADA CENTRALE VOTIVA SORMONTATA DA PLACCA, PROTOMI DI CERVO E PUGNALE E DUE SPADE LATERALI Nome: insegna oplolatrica (ovvero di venerazione delle armi) Dimensioni: altezza del supporto della spada centrale 9 cm - altezza della spada centrale 129 cm - altezza della placca dalla punta del pugnale alla base dei pendagli 20 cm - altezza spade laterali 127 cm Aspetto: la composizione risulta formata da tre elementi aperti a ventaglio, disposti in simmetria: due spade laterali oblique e una spada centrale dritta che risulta il fulcro dello schema, sia per la postura centrale sia perché sormontata da una lastra bicervide terminante in alto con un pugnaletto. La grande lastra della spada centrale é l'elemento più vistoso e interessante: ha forma quadrangolare, allargata in alto in una linea sinuosa con schema delle protomi cervine. Nel mezzo sono ritagliate due piccole aperture rettangolari, fornite di chiusini a maniglia verticale (un elemento di chiusura è andato perduto in una "recente mostra" - dice Lilliu ?). I chiusini si aprivano e si chiudevano, alternativamente, uno da una faccia e l'altro dalla faccia opposta....un simbolismo ideologico che oggi ci sfugge, ammette Lilliu. Sotto le minuscole aperture ci sono tre occhielli per parte, da cui scendono altrettanti pendagli con forma di accettine o linguette, già viste nella cultura di Halstatt, quindi forse trattasi non solo di linguette ornamentali. La lastra si confonde alla sommità con lo schema cervino, a doppia protome contrapposta. Le corte corna delle protomi convergono all'indietro, i colli sono corti e lisci, teste gracili e appuntite, occhi a globetto. Sulla sommità della spada centrale vi è un pugnale a lunga e larga foglia, infisso in una ghiera. Luogo di ritrovamento: Padria (SS), località sos Cunzados o Funtana Coberta Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari
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OFFERENTE CON FOCACCE
102) OFFERENTE CON FOCACCE Nome: offerente con focacce Professione: sconosciuta Dimensioni: altezza residua 13,4 cm Aspetto e vestiario: l'offerente è un uomo comune che guarda la divinità e porge il saluto devozionale con la mano destra, sommariamente lavorata; con la mano sinistra regge il bordo di un vassoio contenente focacce e appoggiato sulla spalla sinistra. Il vassoio è rettangolare, forse di legno di castagno e non in metallo o terracotta; ha il bordo in rilievo su tutto il perimetro, è cavo e contiene quattro focacce disposte in modo disordinato, due delle quali sono sovrapposte come se si fossero mosse durante l'offerta per l'inclinazione del vassoio. L'uomo indossa: - copricapo a calotta con un lembo alzato nel mezzo, da cui spuntano i capelli, resi con striature verticali - tunica semplice decorata con balza visibile sul fianco sinistro all'altezza della coscia - manto striato da incisioni verticali parallele, sottili e fitte che si incrociano stilizzando la trama del tessuto. Il mantello è ripiegato e gettato sulla spalla sinistra, come già visto in altri bronzetti; evidentemente era un indumento comune a persone di varie categorie e di diversa estrazione sociale - bandoliera a tracolla e pugnaletto ad elsa gammata (in parte nascosto dal mantello) Il viso, poco leggibile, presenta lineamenti attenuati, occhi a mandorla (molto erosi), bocca fusa col mento, collo tozzo e svasato. Appare comunque evidente lo schema a T di naso e sopracciglia. Luogo di ritrovamento: Ogliastra, località sconosciuta Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: piedi mancanti, viso molto degradato, il resto del corpo è integro Curiositá: Le focacce sono rotonde con un buco nel mezzo, con forma di ciambella: probabilmente erano fatte in farina di grano o d'orzo, cereali in uso all'epoca. Fotografia del bronzetto di P. Montalbano Immagini tratte da G. Lilliu, " Sculture della Sardegna Nuragica", 1966, ed. ILISSO
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CERVO INFILZATO SU STOCCO
92) CERVO INFILZATO SU STOCCO Nome: cervo infilzato su stocco categoria: animale Dimensioni: lunghezza 14 cm Aspetto: il cervo è infilzato dalla pancia alla schiena da un lungo stocco con lama a doppia nervatura.il corpo è massiccio ma nel punto in cui viene infilzato é assottigliato e afflosciato, come per rappresentare l'animale trapassato dal ferro e ferito a morte. La bocca infatti é aperta e la lingua penzola rigida; il corpo é straordinariamente allungato e rilassato, con le zampe a ciondoloni rappresentate cortissime rispetto alla lunga massa, soprattutto le zampe anteriori. Il cervo è maschio (si nota il sesso allungato aderente alla pancia), però Lilliu fa notare che, se non fosse per le corna con palco ramificato, potrebbe sembrare anche un altro animale: la coda infatti è corta e grossa, la testa somiglia a quella di un bovino. Luogo di ritrovamento: UTA (CA), localitá Monti Arcosu Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: rotti il corno destro alla radice, il sinistro al di sopra del ramo inferiore Curiositá: si tratta del sacrificio di un cervo, raffigurato in modo molto realistico; per Lilliu si tratta di un'operazione di magia traspositiva, simile a quella che ha prodotto gli schemi zoomorfi di altri bronzetti ritrovati raffiguranti il sacrificio di un bue e di un muflone. Fotografia dalla pagina fb UTA archeologica Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
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DONNA DI TETI CON “CAPPELLO DA STREGA”
Nome: Donna di Teti con "cappello da strega" Professione: sconosciuta, forse sciamana o guaritrice Altezza: 11 cm Aspetto: benedicente ed elegante Vestiario: copricapo con punta molto alta, mantello con scollo frangiato, tunica lunga e aderente chiusa sul davanti, balza pieghettata, acconciatura accurata con scriminature e quattro trecce Luogo di ritrovamento: TETI - Abini (NU) Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: bronzetto con piedi e parte delle mani mancanti Curiositá: il medesimo cappello realizzato con fibre vegetali intrecciate è utilizzato ancora oggi dalle donne yemenite di etnia Hadramaut e Tihama. Negli anni '80 e '90 furono inoltre ritrovate in Cina nella zona desertica del Taklamakan numerose mummie di 4000 anni fa di uomini e donne di ceppo europeo-caucasico con i capelli biondi e rossi e gli occhi chiari. Tra queste, una mummia di donna con trecce bionde, vestita con lunghi abiti in lana rossa e un cappello enorme alto 70 cm del tutto simile nella forma a quello del bronzetto di Teti
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CARRO A DUE RUOTE
50) CARRO A DUE RUOTE Nome: carro a due ruote Altezza: 4,1 cm. Lunghezza: 6,5 cm. Larghezza: 5,4 cm. Aspetto: la ruota sinistra (originale) mostra quattro raggi a croce intorno al mozzo rotondo. Descrivendo il corpo del carretto, Lilliu parla di una cassa di forma ricurva e non sembra convintissimo che si tratti di un carretto (lo chiama anche "mobiletto"), e dice che non sa trovare proprio nessun riscontro di carro simile in tutto il mondo antico vicino al mondo protosardo. Dato che il carretto è incompleto, privo di sedile e di timone, non riesce a ricostruirne nè l'immagine nè l'utilizzo. Luogo di ritrovamento: Serri (NU), località Santa Vittoria Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: incompleto nella parte destra, é stato ricostruito (tutto l'asse tranne il tratto inserito nel tamburo e la ruota destra) Curiositá: rimangono per Lilliu numerosi dubbi sulla funzione e natura di questo oggetto. 1) il conducente stava in piedi sul veicolo oppure lo guidava da seduto poggiando i piedi sulle assicelle del telaio? 2) vista la mancanza del timone, come veniva trainato il carretto e da quale animale? Da un cavallo... o un bue? In allegato abbiamo inserito un'ipotesi di ricostruzione di carro da guerra del periodo nuragico (di G. Exana) Fotografia e disegni di G. Exana
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CAPOTRIBU’ DI UTA CON SPADA (e bastone)
Nome: Capotribù di Uta con spada Altezza: 39 cm Aspetto: fiero e imponente, armato di spada, pugnale nuragico ad elsa gammata (inguainato in custodia decorata a spina di pesce) e bastone con borchie in metallo Vestiario: berretto, doppia tunica o tunica con gonnellino, ampio mantello, due sciarpe con estremità frangiate Luogo di ritrovamento: UTA (CA), località Monte Arcosu Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: bellissimo
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UOMO DI UTA CON CORDA
8) UOMO DI UTA CON CORDA Nome: noto come Fromboliere Professione: sconosciuta Altezza: 15 cm Aspetto: fiero e attento, con corda ritorta e tesa tra le mani. Si nota una certa somiglianza con alcuni bronzetti capotribù, anche per la presenza del copricapo e del pugnale Vestiario: doppia tunica smanicata, cintura con frange decorative, berretto a calotta, pugnale nuragico con elsa gammata inserito nella bandoliera, capelli corti Luogo di ritrovamento: UTA (CA), località Monte Arcosu Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: il bronzetto é stato ritrovato con i piedi spezzati Curiositá: secondo alcuni studiosi la corda potrebbe essere stata utilizzata come fionda oppure come semplice corda resistente da utilizzare per vari usi (domestici, etc.). Secondo un'altra ipotesi segnalataci potrebbe invece trattarsi di una delle preziose corde composte da tante cordicelle attorcigliate provenienti da Tartesso. Nella Bibbia si parla infatti delle navi di Thartshish (Tartesso.... per alcuni Tharros...) che solcavano i mari e tra le varie mercanzie portavano "funi ritorte e robuste" come questa; il bronzetto potrebbe quindi rappresentare un offerente che presenta la corda come segno di devozione o ex-voto. fotografie e ipotesi di G. Exana
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Autore: foto G. Exana
MODELLINO DI NURAGHE E CAPANNE
81) MODELLINO DI NURAGHE E CAPANNE Nome: modellino di nuraghe e capanne Dimensioni: lunghezza residua del basamento 7,7 cm (lunghezza originaria 12,5 cm)- larghezza 9,5 cm - altezza residua dell'edificio turrito 7,3 cm Aspetto: nel mezzo di una sottile lastra rettangolare sorge un edificio a torricelle, limitato sulla destra da uno schema di capanna con copertura a doppia falda. L'edificio centrale è un corpo a pianta quadrangolare, vuoto all'interno, guarnito da quattro esili torri agli angoli ed alte colonnine rastremate in cima dove terminano in un capitello "a tori e scozia" (vedi note). Le colonnine, che sorgono direttamente dalla lastra di base, sono per tre quarti affiancate al corpo dell'edificio e per la restante parte si alzano sulla copertura "a terrazzo". Nel mezzo della copertura si eleva un'altissima torre centrale, spessa il doppio delle altre....doveva avere (forse) un capitello sommitale, come le colonnine. La capanna è costituita da un vano rettangolare chiuso su due lati con tetto a doppia falda spiovente, rappresentato con due strati sovrapposti: uno inferiore che indica lo schema ligneo del soffitto, uno superiore liscio all'esterno che indica una copertura, forse di paglia. Sulla cima del tetto sono raffigurati tre uccelli molto grandi: uno sta nel mezzo, rivolto verso l'edificio nuragico, mentre gli alti due sono ai margini, disposti lungo il colmo e rivolti rispettivamente verso la facciata e il retro del piccolo edificio. Luogo di ritrovamento: Ittireddu (SS), località sconosciuta Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: lastra basale spezzata a sinistra. Sul lato mancante era presente un'altra capanna in perfetta simmetria rispetto allo schema presente. Frastagliata la parte destra della lastra. La torre centrale e tre delle colonnine laterali sono spuntate; mancante anche una colombetta. Curiosità: per Lilliu questo oggetto è la rappresentazione di un nuraghe quadrilobato, che trova l'esempio monumentale più completo e significativo in Su Nuraxi a Barumini. I volatili rappresentati sono probabilmente colombe o anatrelle e sono un motivo squisitamente ornamentale per Lilliu, senza un significato simbolico preciso. Infine per Lilliu la capanna a pianta quadrata con copertura a doppio spiovente non rappresenta un'abitazione bensì una capanna campestre stagionale, o una postazione per le guardie (con colombette??? ?). Interessante leggere le altre (alcune fantasiose!) ipotesi citate da Lilliu e fatte da vari studiosi per le capanne (di cui una sola conservata): - arca di Noè presso un modello di cattedrale del primissimo Medioevo (???)(Spano) - edicole di culto dipendenti da un tempio di tipo fenicio- cipriota (Spinazzola) - edicole di culto dipendenti da tempio nuragico di carattere betilico (Milani) - edicole di culto dipendenti da tempio miceneo (Lanternari) - tettoia per deposito di minerali, materiali e arnesi da lavoro connessi con un altoforno metallurgico a cinque ciminiere (Mingazzini) - "testudo arietaria" nuragica senza trave (macchina da guerra con testa d'ariete ) in ricordo dell'assalto alla vicina fortezza (Contu) ??? - nuraghe complesso inserito nel contesto del villaggio segnato schematicamente e idealisticamente da casette del tutto convenzionali ma significative (Pais e...Lilliu) Note: si riporta l'immagine di modanature lisce con profili curvilinei semplici tratta dalla tav.29 del libro Le Regole de' cinque Ordini di Architettura Civile del Vignola, da dove si evince la forma a "toro" e "scozia" Fotografia e immagine dal web Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
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PORTATORE DI LANCIA IN NUDITÀ RITUALE
125) PORTATORE DI LANCIA IN NUDITÀ RITUALE Nome: portatore di lancia in nudità rituale Professione: sconosciuta Dimensioni: da verificare Aspetto e vestiario: l'uomo è raffigurato in piedi, completamente nudo; con la mano destra (tozza ma con le dita incise e visibili) alzata quasi all'altezza del viso, per porgere il saluto devozionale; con la mano sinistra regge una lancia. Le gambe sono leggermente piegate, i piedi quasi uniti. Ben evidenti le parti anatomiche del sesso maschile, la cui rappresentazione assumerebbe un significato rituale. La testa sembra foggiata a capocchia liscia o forse l'uomo indossa una berretta a calotta semisferica. Luogo di ritrovamento: Antas-Fluminimmagiore (CA), dalla tomba n. 3 (X sec. a.C.). Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: integro Curiositá: Questo bronzetto fu trovato in una sepoltura a pozzetto (dello stesso tipo scavate dall'archeologo A. Bedini a Mont'e Prama), la tomba n.3. L’inumato rinvenuto entro tale tomba aveva infatti con sè questi oggetti: - una collana con materiali in ambra, cristallo di rocca, pasta vitrea e argento. - indossava un anello al dito - stringeva il bronzetto nuragico "Secondo gli studiosi si tratterebbe della rappresentazione della prima divinità nuragica adorata nell’area di Antas, il Babai, la divinità paterna che in seguito sarebbe stata interpretata dai cartaginesi come Sid Addir Bab, e dai romani come Sardus Pater." (P. Montalbano) "Quanto alla divinità fatta oggetto di culto è da rimarcare la presenza a Serra Niedda di una statuina bronzea raffigurante un personaggio in nudità rituale. La figura di Serra Niedda è stata paragonata al portatore di lancia in nudità rituale proveniente da Antas, presso il tempio del Sardus Pater. " (Da Wikipedia). Fotografia di RS Roberto
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Autore: Foto RS Roberto
MODELLINO DI CARRO CON RUOTE
31) MODELLINO DI CARRO CON RUOTE Nome: per Lilliu "cofanetto portagioielli a carrello" Dimensioni: lunghezza 14 cm. altezza 11,3 cm. larghezza 6 cm. Aspetto: ha la forma di un'arca rettangolare montata su quattro ruote, con coperchio mobile. Le ruote sono piene e decorate con motivo a spirale. Il corpo sembra imitare la forma di una cassapanca lignea con listelli ornamentali che simulano anche i rinforzi dello scheletro della cassa. Il coperchio è costituito da una placca rettangolare con i margini in risalto con al centro il manico sagomato a ponticello; su entrambi i lati corti ha un anello orizzontale dove, secondo Lilliu, passava il nastro di stoffa o la catenella di metallica di chiusura che veniva infilata agli anelli verticali posti sui fianchi della cassa Luogo di ritrovamento: Oschiri (OT) località ai piedi del nuraghe Lunghenia Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: bellissimo ed elegante Curiosità: solo un prezioso scrigno destinato a contenere gioielli...o anche vero e proprio modellino di antica cassa da viaggio con ruote, elemento tipico dei popoli nomadi e dei pastori dediti a lunghe transumanze? "Gli studiosi indicano due probabili luoghi di origine della ruota: le cittá stato della Mesopotamia e le steppe dell'Asia Centrale. Di una cosa siamo certi: i sardi nuragici la conoscevano in tutte le sue applicazioni pratiche." (G.Pala) Fotografie G. Pala e b.a
Comune: OSCHIRI
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MODELLINO DI CARRO CON RUOTE
Nome: per Lilliu "cofanetto portagioielli a carrello" Dimensioni: lunghezza 14 cm. altezza 11,3 cm. larghezza 6 cm. Aspetto: ha la forma di un'arca rettangolare montata su quattro ruote, con coperchio mobile. Le ruote sono piene e decorate con motivo a spirale. Il corpo sembra imitare la forma di una cassapanca lignea con listelli ornamentali che simulano anche i rinforzi dello scheletro della cassa. Il coperchio è costituito da una placca rettangolare con i margini in risalto con al centro il manico sagomato a ponticello; su entrambi i lati corti ha un anello orizzontale dove, secondo Lilliu, passava il nastro di stoffa o la catenella di metallica di chiusura che veniva infilata agli anelli verticali posti sui fianchi della cassa Luogo di ritrovamento: Oschiri (OT) località ai piedi del nuraghe Lunghenia Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: bellissimo ed elegante Curiosità: solo un prezioso scrigno destinato a contenere gioielli...o anche vero e proprio modellino di antica cassa da viaggio con ruote, elemento tipico dei popoli nomadi e dei pastori dediti a lunghe transumanze? "Gli studiosi indicano due probabili luoghi di origine della ruota: le cittá stato della Mesopotamia e le steppe dell'Asia Centrale. Di una cosa siamo certi: i sardi nuragici la conoscevano in tutte le sue applicazioni pratiche." (G.Pala) Fotografie G. Pala e b.a
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MODELLINO DI CARRO CON RUOTE
Nome: per Lilliu "cofanetto portagioielli a carrello" Dimensioni: lunghezza 14 cm. altezza 11,3 cm. larghezza 6 cm. Aspetto: ha la forma di un'arca rettangolare montata su quattro ruote, con coperchio mobile. Le ruote sono piene e decorate con motivo a spirale. Il corpo sembra imitare la forma di una cassapanca lignea con listelli ornamentali che simulano anche i rinforzi dello scheletro della cassa. Il coperchio è costituito da una placca rettangolare con i margini in risalto con al centro il manico sagomato a ponticello; su entrambi i lati corti ha un anello orizzontale dove, secondo Lilliu, passava il nastro di stoffa o la catenella di metallica di chiusura che veniva infilata agli anelli verticali posti sui fianchi della cassa Luogo di ritrovamento: Oschiri (OT) località ai piedi del nuraghe Lunghenia Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: bellissimo ed elegante Curiosità: solo un prezioso scrigno destinato a contenere gioielli...o anche vero e proprio modellino di antica cassa da viaggio con ruote, elemento tipico dei popoli nomadi e dei pastori dediti a lunghe transumanze? "Gli studiosi indicano due probabili luoghi di origine della ruota: le cittá stato della Mesopotamia e le steppe dell'Asia Centrale. Di una cosa siamo certi: i sardi nuragici la conoscevano in tutte le sue applicazioni pratiche." (G.Pala) Fotografie G. Pala e b.a
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