Domani partiranno per Helsinki i sei docenti, vincitori del concorso Racconta una Storia Sarda 2025-26, a cui Nurnet ha offerto una borsa Erasmus Plus. Ci invieranno un reportage dell’esperienza fatta di cui daremo conto anche su questa pagina.
Ai primi settembre scriveremo a tutte le scuole della Sardegna per lanciare il concorso di narrativa “Racconta una Storia Sarda 2026-2027” intitolato a Bachisio Bandinu.
Sul link sopra stante si può leggere il regolamento nel quale, rispetto al precedente, le novità sono tante. In grande sintesi.
“Il regolamento 2026/2027 amplia sensibilmente l’impianto del 2025. La platea passa dalle sole classi 4ª-5ª della primaria e dalla secondaria di I grado a tutte le classi, con l’ingresso della scuola dell’infanzia (categorie A, B, C).
Compaiono due categorie trasversali: Lingua Sarda (L) e Processo (P). Il montepremi raddoppia, da 5.000 a 9.000 euro. I formati ammessi si moltiplicano — racconto di 15.000-35.000 battute, narrazione illustrata, albo, fumetto, video sottotitolato, audiolibro, anche combinati — e si aggiunge una norma sull’uso dell’IA generativa.
La novità centrale è la scheda metodologica obbligatoria “Come abbiamo lavorato”, che sposta il baricentro dal prodotto al percorso: coerentemente, i criteri di valutazione integrano qualità del processo e disseminazione.
Nuovi articoli disciplinano anonimato e tutela dei minori (invio senza nomi, liberatorie) e l’archivio permanente delle opere. Scompare infine il voto popolare: decide solo la giuria, di almeno cinque membri, con giudizio insindacabile.”
A tutte/i i docenti sarà fatto omaggio di un libro in uscita “Una Storia Sarda” prodotto da Nurnet e pubblicato da Condaghes, nel quale attraverso una narrazione si parlerà del concorso, delle Barbagie, in ideali dialoghi con Bandinu, un pastore e un nerd, nomade digitale.
Come per quest’anno anche l’anno entrante saranno offerte cinque Borse Erasmus Plus ai docenti vincitori del concorso.
Ci auguriamo che le adesioni siano numerose e invitiamo a condividere questa informativa per darne maggiore diffusione, soprattutto al personale docente.
Antonello Gregorini
L’immagine è realizzata con AI e le figure dei docenti sono di fantasia per ovvie ragione di privacy
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