Evoluzione NURNET

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Editoriale della domenica – Nicola Manca Nurnet nasce in inverno e il suo percorso è stato di agricola memoria: si è lavorato per preparare il campo, per dissodarlo e prepararlo alla semina. Ogni bracciante sa che questa è la parte più difficile del lavoro perché, senza un’adeguata cura, il terreno non darà i frutti sperati. Quindi siamo stati ben attenti nel frangere le zolle con perizia, arare il campo con minuziosa cura. Ora è arrivata la primavera, la stagione in cui il tripudio di colori, fiori e fragranze rende merito al bracciante per il lavoro svolto. Qualche fiore è spuntato, altri lo stanno per fare, poi si raccoglieranno i frutti. E’ stato un inverno movimentato, che ci ha fatto registrare incrementi degli utenti del 16% su base mensile, ci ha fatto prendere contatti con altri “braccianti” come noi, ci ha dato molte soddisfazioni. Ma ora che il nostro orto è pronto a sbocciare, al fianco di questo ne stiamo preparando un altro: quello per la semina tardiva e un altro è lasciato a maggese. Questo perché la strategia non è quello di un raccolto e via, ma di un raccolto continuo, campo dopo campo, tenendo da parte qualche risorsa dalla quale attingere in caso di bisogno. I fiori già spuntati sono stati il lancio del geoportale, alcuni accordi per progetti pilota di sviluppo Nur-turistico, la partecipazione sempre maggiore degli utenti e lo spazio mediatico che è stato ottenuto. Bisogna quindi continuare a innaffiare questi bellissimi germogli e al contempo iniziare a preparare il nuovo campo per i bulbi che dovranno germogliare. Le piante che vorremmo far crescere sono diverse e le presenteremo in modo dettagliato a breve. Esse sono: la formazione degli utenti che aiutino a completare il geoportale in modo corretto. Il fund raising, sicuramente essenziale per un aumento di produzione: purtroppo alcune risorse economiche sono indispensabili e non se ne può fare a meno: il potenziamento del gruppo, che già ha fatto un ottimo lavoro, è un elemento indispensabile per il proseguo delle attività e per dotaci di nuovi strumenti. Un implementazione del server e l’acquisto di un server spalla: l’uno per il geoportale che permetta un accesso più rapido, l’altro, in supporto al primo, contentente il nostro archivio multimediale lasciando agile la navigazione. Infine, l’introduzione dell’algoritmo per il calcolo dei flussi che potrebbero generare i siti archeologici (se gestiti con il supporto della business intelligence): un lavoro enorme ma che potrebbe portare alla luce nicchie economiche non ancora sfruttate e generare posti di lavoro per le cooperative, le proloco e gli enti locali, oltre che i conseguenti incrementi di introiti e del patrimonio archeologico ad uso turistico e culturale. Come in ogni campo qualche erbaccia è spuntata: qualche malelingua, qualche gelosia… Ma sono poche e c’è spazio per tutti, quindi le vogliamo lasciare lì, a godere come noi del sole e ad ammirare i nostri fiori. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, si dice. Chissà che anche le sparute erbacce, crescendo vicino a questi doni della natura, non fioriscano in modo meraviglioso; almeno ci speriamo! Sarà un’altra grande sfida, i fiori sbocciati e la gente si è meravigliata della loro bellezza. E’ iniziata la primavera, ora non si torna indietro!