Il Mito dei Sardi come originari di Troia

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Liberamente riassunto da Il Nuraghe Aidu ‘entos e gli Ilienses della Barbaria sarda Di Attilio Mastino

I resti del protonunuraghe Aidu ‘entos (‘il valico dei venti’) si trovano sull’altura di Crostu Littu nel territorio comunale di Bortigali, in loc. Funtana de Reno, a breve distanza, a circa un chilometro, dal villaggio di Mulargia l’antica Mo/aria, una stazione sulla strada romana a Turre Kora/es al margine meridionale dell’altopiano della Campeda. È stato giustamente ipotizzato che questo confine può forse proseguire una più antica delimitazione romana.

Un’iscrizione incisa sull’architrave del nuraghe, ci conserva l’esatta localizzazione nel I secolo d.C. del popolo barbaricino degli llienses . Il testo è stato letto con alcune difficoltà: lIi(ensium) iur(o) in / nurac Sessar, / (passus) mc. I problemi di interpretazione sono complessi e non tutti adeguatamente risolti. Si tende invece pensare ad un’indicazione confinaria della popolazione locale degli llienses, uno dei popoli celeberrimi di Plinio, dalle origini troiane e del naufragio di Enea nelle acque del Mar di Sardegna. La leggenda troiana risponde all’esigenza di favorire una assimilazione degli lIienses nella romanità e di spiegare la straordinaria civiltà nuragica alla luce di una mitica origine troiana…

La feracità delle "amenissime pianure lolee" attirò ripetutamente la cupida attenzione di molti popoli, finché i Cartaginesi, con varie battaglie, riuscirono ad impadronirsene. Ma gli lolei, ormai imbarbaritisi, rifugiatisi nella regione montana ed abitando in dimore sotterranee da loro costruite ed in gallerie, si dedicarono alla pastorizia, nutrendosi di latte, di formaggio e di carne e facendo a meno del grano. Seppero dunque conservare quella libertà che, ai Tespiadi, era stata effettivamente assicurata, in eterno, da Apollo. Benché dunque i Cartaginesi e, successivamente, i Romani, muovessero in forza contro di loro, mai riuscirono a sottometterli.

Va esclusa ovviamente un’origine troiana per gli lIienses, dato che si è potuto accertare una parte nel territorio dei Sardi Pelliti-llienses: conosciamo i Giddilitani, gli Uddadaddar(itani), i [M]uthon(enses), i [—]rarri(tani) ed altri popoli … che per il Cherchi Paba "rappresentarono lo più progredita e combattiva parte delle popolazioni protosarde che tanto lottarono contro Cartagine e contro Roma per lo loro indipendenza, di cui Amsicora fu lo sfortunato vessillifero". Tale ricostruzione pare fortemente raccomandata dalla localizzazione riferita da Pausania al popolo degli llienses in età storica: menzionando l’ultima migrazione di popoli mediterranei in Sardegna, il periegeta ricorda lo presenza nell’isola di profughi Troiani, una vicenda mitica nata forse alla fine dell’età repubblicana, per spiegare etimologicamente, con un accostamento alla distruzione di Ilio, il nome della popolazione indigena degli lIienses. La tempesta avrebbe allontanato da Enea un gruppo di Troiani, che sarebbero stati sbattuti dai venti sull’isola.