Il Vecchio e il mare e le Navicelle Nuragiche

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Il vecchio e il mare: le Navicelle Nuragiche senza Nuraghe.

Indatabili con certezza (un tempo Lilliu azzardava il XIII° sec. per le più antiche) quasi sempre di provenienza sconosciuta (il 55% rinvenute presso ripostigli) per adesso l’unico caso di contesto omogeneo nel quale il sistema della datazione stratigrafica sembra aver avuto successo attesta l’850 a.C.(si conoscono solo due casi di ritrovamenti di navicelle in contesti funerari nuragici, uno in una tomba ipogea scavata nella roccia ad Enas vicino Olbia, e l’altro nei pressi della tomba di giganti di Oschini, Paulilatino). Nel dettaglio emerge che nell’ambito del "sacello circolare", si configuri come quello che ha restituito il maggior numero di attestazioni : 20 navicelle – se si considerano anche i materiali di Forraxi Nioi, pertinenti ad un edificio gradonato di pianta circolare (*). Si rileva invece, e questo mi sembra molto importante, l’assenza di rinvenimenti all’interno dell’edificio nuragico.

Secondo diversi studiosi i modelli privi di albero di mezzana (l’axis mundi per gli studiosi di storia delle religioni) sono probabilmente le più antiche. Nel complesso le conosciute, sia senza, sia in presenza di albero, sono circa 150, e secondo alcuni si possono dividere in due categorie (*): quella che tende ad una riproduzione fedele di un preciso tipo di imbarcazione e quella che intende richiamare l’idea della nave in ordine ad oggetti di uso prevalentemente cultuale (riferibili al culto dei morti)**. In ordine alla seconda categoria io parlerei di funzione psicopompa della navicella. Abbiamo ampia letteratura sui rituali sciamanici di popoli delle isole (Polinesia per esempio) nei quali modellini di barche vengono utilizzati dallo sciamano per celebrare il rituale del ricongiungimento del defunto con i propri spiriti guida (antenati) nell’aldilà. (***) In considerazione del fatto che ben Il 57% delle scoperte è invece riconducibile all’area di complessi cultuali rappresentati in gran parte da santuari incentrati su fonti e pozzi sacri, la funzione psicopompa delle navicelle nei culti incentrati sull’acqua mi sembra molto attendibile.

(Melqart Re)

Foto navicelle bronzee (Museo Archeologico nazionale di Cagliari) di Elena Piras

*=Anna De Palmas – Le navicelle nuragiche: significato, valore e diffusione tra Bronzo finale e primo Ferro. (Atti del I Congresso Internazionale in occasionedel venticinquennale del Museo “Genna Maria” di Villanovaforru 14-15 dicembre 2007) **= Göttlicher 1978: Materialen fur ein corpus der schiffmodelle in altertum, Mainz. ***= Mircea Eliade – Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi.(Ediz. Mediterranee)