La perfezione delle Tholoi Sarde non ha rivali al mondo…

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di Melqart Re

A cagione di un particolare sistema di controllo ipertestuale, di cui ignoro fondamentalmente il funzionamento, che sorprende tutti i proprietari alle prime armi di un sito internet (nella fattispecie io gestivo una sorta di Blog culturale), quando si “lancia”nel web un nuovo articolo, se questo tuo articolo viene “citato” cioè menzionato dall’autore o proprietario di un altro sito web, accade di riceverne notifica online. Quest’ultima viene registrata nelle pagine amministrative del sito stesso ed è così possibile risalire all’identità di colui che ti ha letto e citato.

In questo modo, all’ incirca un anno fà, venni a sapere che un mio articolo sul ‘Nuraghe Seruci’ era stato letto e poi citato da un tale, nel suo Blog, nonché tacciato di “razzismo” e mi pare anche di “nazismo”, se non ricordo male. O qualcosa di simile. Si. Questo accadde perché esaltai talmente la bellezza del Villaggio Nuragico di Seruci (Carbonia), tanto da definire la sua piazza centrale al villaggio: “forse la più antica del mondo”.

Ecco. Nonostante quel timido “forse”, scoprii dunque che certe cose non si possono scrivere sul Web. Secondo qualcuno non è politicamente corretto esaltare i monumenti della cultura nuragica, in particolar modo se si è sardi, e quindi di parte. Allora facciamo parlare gli architetti e gli ingegneri, che sulle questioni urbanistiche e costruttive, in generale, se ne intendono, e se è possibile facciamo in modo che i suddetti ‘non’ siano sardi. Che io sappia, coloro che fino adesso hanno più pubblicazioni all’attivo sono l’architetto Danilo Scintu,  che ha misurato e studiato migliaia di nuraghi, e l’architetto Franco Laner, il quale è altresì professore ordinario di tecnologia dell’architettura all’Istituto Universitario di Venezia. Danilo Scintu però risulta essere di Solarussa, in Provincia di Oristano, e quindi il fatto stesso lo esclude da coloro che possono parlare bene della Sardegna. Per quanto riguarda Laner, invece, detto studioso sembrerebbe fare al caso nostro, e sarei propenso a citarlo se non fosse che… udite udite, è sposato con una donna di origine sarda. Niente da fare, per non rischiare lo escludo a priori.

Tuttavia, non sono avvezzo ad arrendermi così facilmente e dunque, alla fin della tenzone, intendo rendervi edotti della mia ultima scoperta. Una scoperta che non ha nulla di fresco, a dire il vero, ma che fa proprio al caso mio. Dopo una né breve né lunga ricerca, e in realtà non ho fatto altro che cercare nei miei prodigiosi archivi digitali, guarda chi ti trovo…trovo colui, nato e cresciuto nello ‘Stivale’, ad un  migliaio di km dalla nostra isola, che in una sua celeberrima relazione dichiara che, “pur essendo diffuse su una vasta area che abbraccia il Mediterraneo e raggiunge le Isole Britanniche, come tipologia, le Tholoi dei Nuraghi Sardi sono paragonabili ‘per perfezione’ solo al ‘Tempio Ellitico’ del grande Zimbawe, nell’Africa Australe, ma (guarda caso – aggiungo io) questa costruzione alta più di 10 mt e priva di aperture laterali risale al 1200 d.C mentre i nuraghi sardi risalgono ad un periodo anteriore al 1200 prima dell’avvento di Cristo”!

Si ma chi lo dice? Chi è questo pericoloso nazista, classista e razzista che osa farneticare millantate supremazie tecnologiche e per cui sostenere una simile eresia? Vogliamo il nome! – così mi direbbe il mio già descritto detrattore. Va bene, getto la maschera e non tergiverso oltremodo: si tratta dell’architetto pavese (nato a Pavia, in Italia, sia ben chiaro) Alberto Arecchi, docente di disegno e storia dell’arte, autore di diverse pubblicazioni di storia dell’architettura. In un pomeriggio del 26 ottobre 2002, il suddetto, presso la sede del circolo culturale sardo “Logudoro” a Pavia, è stato infatti tra i relatori del seminario dal titolo: “I Misteri costruttivi dei Nuraghi”(1) (l’altro relatore – sfortunatamente sardo per cui la sua relazione non sarebbe degna di essere citata – era l’Ing. Gaetano Ranieri, professore ordinario di geofisica dell’Università di Cagliari, attualmente agli onori delle cronache archeologiche per gli studi sull’area della necropoli di Monti Prama).

Nella relazione dell”architetto Arecchi si sottolinea inoltre “che i nuraghi rappresentano le applicazioni più perfezionate, dai punti di vista strutturale tipologico, di quella forma costruttiva che si chiama “tholos” ossia pseudo cupola perché costituita da serie concentriche di anelli, formati da blocchi di pietra, su pianta circolare, ciascuno dei quali sporge ‘in aggetto’  rispetto al precedente, in modo tale che il vano si restringe  gradualmente verso l’alto, fino a risultarne coperto.”

E va bene, io sarò di parte, ditemi pure quello che volete perché tanto non potrò essere accusato da chicchessia, questa volta, in quanto non sono stato io ad affermare che “ la perfezione delle Tholoi dei Nuraghi non ha rivali al mondo…”

 

 

 

 

 

Foto della Tholos della torre centrale del Nuraghe Arrubiu di Orroli (Nu) di Elena Piras

(1) – Archeologia / Un convegno organizzato dal circolo Logudoro, di Paolo Pulina- Parliamo della Sardegna, a cura di Manlio Brigaglia. Dicembre 2002. I Misteri della Sardegna svelati a Pavia da un architetto.