L’alto menhir di Monte d’Accoddi

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L’alto menhir di Monte d’Accoddi

LA SCOPERTA del monumento archeologico di MONTE D’ACCODDI vicino Alghero(SS) fu fatta quasi casualmente intorno al 1950 e il monumento venne inserito  tra i progetti di valorizzazione dei siti preistorici nell’isola che prevedevano l’apertura di alcuni importanti cantieri archeologici. “Un MENHIR (vedi foto) in calcare giaceva rovesciato sul lato opposto della rampa: si tratta di lunga pietra calcarea squadrata. Sia la lastra di trachite che il menhir sembrano appartenere a un momento antecedente rispetto al lastrone calcareo, e sono la conferma che il luogo era considerato sacro forse ancor prima della costruzione del primo altare. Vicino al grande lastrone, ma del tutto fuori posto perché proveniente da oltre il muro orientale di recinzione della zona archeologica, si trova una pietra sferoidale, in arenaria grigiastra, chiamata impropriamente OMPHALOS, rifinita accuratamente e con la superficie punteggiata di piccole coppelle. È verosimile che abbia avuto valenza sacra, forse con lo stesso significato dell’omphalos di Delfi ritenuto l’ombelico del mondo; qualcuno ha prospettato l’ipotesi che si tratti di una simbologia astrale: un’altra pietra sferoide in granito, di minori dimensioni, rinvenuta nella stessa zona da cui proviene il cosiddetto omphalos, fa pensare al sole e alla luna. Situata vicino all’angolo nord-est dell’altare si trova la Capanna p-s, indubbiamente quella più interessante e più ricca di reperti: è detta anche CAPANNA DELLO STREGONE per il fatto che entro una brocca capovolta sono state rinvenute una punta di corno bovino e alcune conchiglie marine bivalve.”

Fonte: www.itgdevilla.it/progetti

Nella foto (diritti riservati) : Camilla, la mia figliola all’età di 7 anni, nel 2004, sotto il Menhir,  lungo circa 7 mt, di Monte d’Accoddi.

(mlqrt)