Le rotte del Mediterraneo

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di Giorgio Valdès

Riporto alcuni passi tratti dal libro “L’Alba dei Nuraghi” del professor Giovanni Ugas: “Conosciamo 13 spade in rame arsenicato della ‘facies’ di S.Iroxi, grazie ai ritrovamenti dell’ipogeo ubicato nel sito eponimo di Decimoputzu”….le affinità con i più antichi esemplari di spade argariche sottintendono scambi di esperienze tra la Sardegna e la regione di El Argar (Spagna meridionale-nota mia)….è possibile una derivazione delle più antiche spade argariche da quelle sarde….agli inizi del periodo nuragico esiste una relazione fortissima tra la Sardegna e le coste franco-iberiche, che necessariamente transita attraverso il ponte delle Baleari e la Corsica”. Il professor Ugas scrive inoltre che “ lo zinco era in uso in Egitto e nel vicino Oriente sicuramente nel XV e nel XIV sec. A.C., nello stesso periodo in cui i principi delle Isole nel cuore del Grande Verde (mediterraneo- nota mia) e di Creta (del paese di Keftiu), offrivano i lingotti di rame e spade simili a quelle di S.Iroxi al faraone Thutmosis III (XVIII dinastia 1479/1425 – nota mia). A quei tempi, forse, risale anche il primo utilizzo dello zinco sardo”. Sta di fatto che quanto affermato da Ugas è sinteticamente significativo delle attività commerciali intrattenute dalle nostre antiche marinerie lungo le rotte del mediterraneo e degli stretti rapporti esistenti tra la Sardegna e l’Egitto. Vorrei tuttavia aggiungere, come semplice postilla, che l’identificazione di Creta con Keftiu è stata messa recentemente in discussione da una teoria relativamente recente, secondo la quale l’antico nome di Creta sarebbe stato “Minous”, e che quest’isola egea avrebbe invece rappresentato la testa di ponte di una potenza militare stanziata in una terra occidentale denominata appunto Keftiu o Kaftor.

Nell’immagine, tratta da un’iscrizione di Medinet Habu, si notano guerrieri Shardana che brandiscono spade simili a quelle in rame arsenicato rinvenute a S.Iroxi, ugualmente riportate in figura.