NURNET 2.0. Editoriale della domenica.

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di Nicola Manca e Antonello Gregorini

Sfidare il futuro scrivendo il passato. Questa è la folle ambizione di NURNET, La Rete dei Nuraghi Le torri ritte sulla collina brulla; conci infissi fra i lecci secolari; la luna che illumina l’interno della tholos. Immagini evocative che ogni sardo ha nel dna e che ogni turista ricorda con nostalgia. Immagini che non lasciano indifferenti. Ma quanti si battono perché queste risorse vengano valorizzate come meritano? Un patrimonio megalitico di oltre 10 mila nuraghi, 65 fonti e pozzi sacri, 3500 domus de janas non può restare sconosciuto, specie tenuto conto del fatto che realtà come l’Isola di Pasqua o Rennes le Chateau – ben più irraggiungibili e con meno da offrire – fanno registrare oltre 200 mila visitatori all’anno (cifre ben superiori agli 80 mila del sito di Barumini) Simon Mossa scrisse “di quest’isola non ne sappiamo niente. La nostra storia è stata fatta da altri. La nostra personalità non è minimamente intervenuta. La nostra ignoranza è la causa del disprezzo verso tutto ciò che è nostro” . Ecco! NURNET vuole ribaltare questa evidenza. Crede che con le sinergie e la cooperazione sia possibile rilanciare il ciclo dell’economia attorno alla ricerca della vera identità storica e protostorica! NURNET crede che la conoscenza condivisa, non sia solo quella dello studioso che passa la vita sui libri ma anche quella popolare ed empirica. Noi vogliamo che a parlare sia il cuore grande e radicato di questa terra e che i saperi vengano scritti e condivisi da molti a favore di molti. La competenza fine a se stessa è un puro esercizio narcisistico, la competenza condivisa è ricchezza e diventa il cespite principale nell’economia della conoscenza. Attraverso queste linee NURNET ritiene possibile una diversa evoluzione basata anche sulla filiera economica del turismo archeologico, sulla valorizzazione di ciò che ci appartiene e sui valori legati alla Dea Madre Sardegna. Non solo con la zappa, simbolo di fatica e attaccamento alla terra, ma anche con la tecnologia dell’informazione attraverso la mappatura di tutto il patrimonio nuragico atttraverso la creazione di un geoportale in parternariato col CRS4, le campagne "adotta un nuraghe", la presenza sul territorio e la creazione di una rete sociale che contribuisca alla redazione descrittiva di tutto ciò. Riscriviamoci il passato e scriviamo il futuro, riappropriamoci del nostro patrimonio e valorizziamolo. NURNET E’ DI TUTTI I SARDI…

 

nell’immagine Talei-protonuraghe – ORTUERI