SAN MACARIO alias MACERIDE alias MELKART?

pubblicato in: Archeologia e paesaggio | 0
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La ben nota baia di Pula conserva i resti della città fenicio/punica/romana (ognuno assegni a questi nomi le identità convenzionali che preferisce) di Nora, già insediamento nuragico, come testimoniato dai reperti ivi ritrovati (Tronchetti).

 

Essa prendeva il nome da Norax:

re di Tartessos, proveniente dalla penisola Iberica, ricorda in questa versione l’episodio di Ulisse e di Nausicaa, nella terra dei Feaci.
L’originalità della storia (leggenda o mito NdR) è collegata all’origine dei nuraghi (attribuita anche a Dedalo), qui concepiti come torri di avvistamento e di richiamo. Ma c‘è anche il riferimento alle lotte contro i pirati costieri.
I resti dell’antica città di Nora, sul capo di Pula, rivelano l’origine punica della città stessa, ma con sempre più evidenti substrati di epoca nuragica.” (https://horoene.wordpress.com/2017/11/24/norax-il-difensore-di-nora-favola-sarda/)

Curiosamente, nella stessa baia, è presente anche l’isola di San Macario, il cui nome si fa risalire al santo a cui era consacrata la cappella del convento dei benedettini, presente sull’isola dal XII secolo (Fara). https://youtu.be/1dBZTeD3vlc

Tuttavia, questo nome, Macario, c’è chi lo fa risalire per assonanza con MACERIDE, “l’Eracle libico, e per Norax la discendenza da figure proprie di miti legati all’occidente, ai viaggi e ai fenomeni atmosferici), costituirebbero per Bondì le prove dell’esistenza di un primo nucleo di riferimento ad Eracle, diverso da quello relativo ai Tespiadi.” (http://www.aristeo.org/sardegnaemiti/personaggi/norax.html)

“La vitalità delle antiche tradizioni pagane in Sardegna è testimoniata simbolicamente dalla dedica effettuata tra il 212 ed il 217 d.C. all’imperatore Caracalla, in occasione dei restauri dell’antico tempio di Antas (comune di Fluminimaggiore, Sardegna sud-occidentale): un edificio che integrava il culto imperiale (fondato su un’articolata organizzazione provinciale) con il culto salutifero del grande dio eponimo della Sardegna arrivato dal Nord Africa, il Sardus Pater figlio del libico Maceride, interpretatio romana del dio fenicio di Sidone (Sid figlio di Melkart), dell’eroe greco Iolao compagno di Eracle e probabilmente dell’arcaico Babi, forse un dio venerato da età preistorica.” (Attilio Mastino, www.scuolacartagine.it/2018/03/11/il-dio-africano-sardus-pater-figlio-delleracle-libico-in-sardegna)

 

Non è certamente una narrazione con pretese scientifiche, tuttavia questa affiancamento nello stesso luogo di due eponimi non può che indurre suggestivi elucubrazione.

Storytelling paesaggistico che non deve essere trascurato