Sardi, nuragici, antichi e contemporanei: poliedrici e singolari anche nelle deposizioni funerarie.

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– Di Mlqrt Re

Popolo singolare anche nella cultura funeraria, il popolo nuragico ha lasciato molti dubbi e poche certezze sulle modalità delle sue sepolture. Le tracce delle suddette sono talmente poco abbondanti, almeno in relazione ai dispositivi tombali disseminati lungo l’intero territorio, e in proporzione al numero di nuraghi (che suggeriscono un certo numero di abitanti vissuti nell’arco di 800 anni), da far pensare o che le deposizioni secondarie (1) all’interno delle tombe dei giganti (o presso altri sparuti edifici come le “tombe in tafone”(2) o alcune domus di riutilizzo (specialmente le più recenti a prospetto architettonico) riguardassero solo l’elite mentre il resto delle sepolture avvenisse per incinerazione (3) e probabile dispersione delle ceneri, o che il grosso del popolo nuragico, non venisse sepolto sulla terraferma, ma in virtù di una cultura marinara e di una spiritualità animista (animismo eventualmente dimostrato anche con il rituale dell’incinerazione) venisse disperso in mare; i loro corpi avvolti nelle stoffe e mandati alla deriva, deposti su chiatte di legno o su piccole imbarcazioni apposite, come le tante navicelle nuragiche in bronzo ad uso funerario potrebbero voler indicare.

Non deve sembrare strano tuttavia che anche all’epoca, tenuto conto che quando si parla di "Epoca o Età nuragica” si parla in realtà di un lunghissimo arco di tempo di circa 800 anni (se escludiamo l’età del ferro), che si praticassero diversi tipi di sepolture. Tanto è vero che ancora oggi in Sardegna e in Italia, nell’ambito della stessa religione, si hanno diversi tipi di sepolture: per deposizione primaria in loculi in altezza; per sepoltura nel terreno; per deposizione secondaria in urne grandi o piccole deposte anche in colombari; per deposizione in urne cinerarie previa cremazione (all’interno di loculi o di colombari o anche all’interno di abitazioni). La cremazione dei corpi e deposizione secondaria in urne cinerarie è infatti una pratica che sta prendendo sempre più piede in Sardegna, più per una questione di costi inferiori da affrontare che per una vera e propria scelta consapevole e quasi sempre in seguito a cerimoniali funebri contestuali ai culti cristiani e cattolici. Negli ultimi tempi, alcune famiglie, hanno optato per la sotto-posizione delle ceneri dei lori congiunti estinti ad un procedimento chimico fisico atto alla trasformazione dei combusti in diamanti. (4)

Il forno crematorio municipale di Cagliari fu inaugurato diversi decenni or sono presso il cimitero di San Michele per donazione di una loggia massonica facente capo, guarda caso, proprio ad un sardo all’epoca sedicente “Gran Maestro” della massoneria che tanto influente era in Italia ma sopratutto in Sardegna. La Massoneria Italiana infatti è storicamente antesignana e sostenitrice delle cremazioni ritenute superiori per rispetto religioso di tutti i culti e per i nuovi principi igenici rilevati dalla scienza. “ Nella scelta cremazionista dei Massoni del secolo scorso si deve ricercare, oltre alle già accennate motivazioni scientifiche, tecniche ed igieniche, una più profonda concezione della morte della spiritualità iniziatica, che consiste nella consapevolezza nella potenzialità insita in alcuni uomini di potersi reintegrare nell’Essenza Prima.” (5)

Relativamente ai principi di equità e di libero accesso alle cremazioni, invece, nutriamo qualche dubbio, visto e considerato che per accedere alla cremazione, fonti ben informate ci dicono, sarebbe occorso trovarsi, al momento della dipartita, in perfetta regola con i cospicui versamenti delle quote annuali stabilite dalla Loggia per i propri soci. Per via dell’abitudine degli iscritti alla massoneria di sottacere la propria appartenenza alla massoneria perfino ai parenti stretti, un noto e stimato professionista cagliaritano rimase, da defunto, vittima di un equivoco che finì per essere dibattuto in un aula del tribunale di Cagliari: si trattava di un ingegnere benestante e conosciuto ma che aveva aderito alla massoneria e che aspirava (essendo peraltro in perfetta regola con i versamenti) alla cremazione del suo corpo dopo la morte. L’uomo credeva di essersi premunito facendo testamento presso il suo notaio di fiducia, lasciandogli altresì tutte le disposizioni del caso per l’esecuzione delle procedure funerarie e crematorie. Tuttavia, per un fatto di scarsa comunicazione con i suoi diretti congiunti, al momento dell’estremo commiato, come sempre accade, nessuno scritto o documento saltò fuori e così l’ex professionista non venne cremato ma tumulato in un loculo in cemento presso il cimitero. Dopo oltre un anno e mezzo il notaio si accorse della morte del suo cliente e si adoperò per il rispetto dei voleri testamentari, ma ormai la frittata era fatta, e la vicenda finì in tribunale.(6)

All’inizio dell’anno 2008 i Nas dei carabinieri imposero i sigilli alla struttura crematoria dei “Fratelli della Loggia” per via di una irregolarità tecnica e normativa: erano del tutto assenti i sistemi di depurazione dei fumi combusti. L’impianto venne dichiarato fuori norma e chiuso. Il Comune di Cagliari si adoperò quindi per bandire una nuova gara d’acquisto per un nuovo forno. Attualmente le richieste di cremazioni, provenienti non solo dal capoluogo ma da tutta l’isola, sono talmente tante che non sono più sufficienti i frigoriferi per tutte le salme in attesa e le due canoniche operazioni di cremazione settimanali (per un massimo di 5/6 per volta) stanno ormai per divenire quotidiane.

 

 

 

 

 

 

1)A causa delle violazioni che hanno interessato le tombe in tutti i tempi, è abbastanza difficile rinvenire sepolture integre, ed è quindi ancora oggetto di discussione la natura del rituale di deposizione dei defunti. Si pensa, tuttavia, a sepolture di tipo secondario: i corpi venivano preventivamente scarnificati mediante la prolungata esposizione all’aperto in aree cerimoniali (magari, l’esedra stessa), quindi le sole ossa venivano depositate all’interno della tomba. L’ipotesi di una deposizione primaria del defunto nella sua in-tegrità (“inumazione”), tuttavia, non può essere del tutto trascurata. Paolo Melis- Civiltà nuragica. Fonte: http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_70_20060320131352.pdf

2)Le “ tombe in tafone ” sono delle sepolture realizzate entro piccoli anfratti naturali (i “tafoni”, appunto) dovuti alla disgregazione della roccia granitica, e sono generalmente limitati ai territori dell’alta Gallura (Arzachena e Santa Teresa di Gallura, principalmente). Paolo Melis- Civiltà nuragica. Fonte: http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_70_20060320131352.pdf

3)L’incinerazione, risalente probabilmente all’eneolitico e molto praticata a Roma e nel Lazio fra il X e la prima metà del IX sec. a.C., si diffuse nell’Etruria e nell’Italia centrale in collegamento con la cultura villanoviana. Secondo la concezione animista, questo rito funerario, basato sulla riduzione in cenere dei resti del defunto, avrebbe permesso di liberare l’anima consentendole di raggiungere l’al di là. (A Roma) … tra la fine del I e l’inizio del II d. C., si diffuse nuovamente tra le classi dirigenti (ad eccezione degli imperatori che continuarono ad essere cremati) l’uso dell’inumazione, che le classi subalterne tardarono a recepire. Comunque, a partire dal regno di Adriano la fioritura della produzione dei sarcofagi, segnò il progressivo superamento della incinerazione a vantaggio dell’inumazione che si affermò durante il II sec. d. C.. Le ragioni del cambiamento che coinvolse anche gli imperatori, i quali, a partire dall’inizio del III sec. d. C., abbandonarono il rito inumatorio, erano riconducibili principalmente all’influenza della religione cristiana, che impediva la incinerazione. Fonte: (http://archeoroma.beniculturali.it/ParoleDiPietra/archeologia_16inumazione.htm

4)Boom di cremazioni nell’Isola- La Nuova Sardegna. Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2012/11/03/news/boom-di-cremazioni-nell-isola-1.5968606

5)Massoneria italiana e cremazione- Fonte: http://www.massoneriapistoiese.com/massoneria-italiana-e-cremazione/

6)Fonte al momento non disponibile;