Shardana e Fenici uniti dalla storia

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di Giorgio Valdès Il 7 Luglio 2012, sul blog di Gianfranco Pintore era apparso un articolo di Giovanni Ugas, riproposto quindi da Pierluigi Montalbano, in cui il nostro illustre archeologo esponeva alcune sue interessanti considerazioni espresse nel corso di un convegno tenutosi presso l’università israeliana di Haifa. Il professor Ugas, nell’identificare “gli shardana con i sardi” (opinione non di poco conto), ipotizzava un loro insediamento in territorio fenicio, avvenuto a seguito dell’invasione dei Popoli del Mare. Lo stesso Ugas, in un’intervista rilasciata all’Unione Sarda il 27 ottobre 2007, aveva peraltro sostenuto la tesi di un ruolo predominante assunto dagli shardana nelle vicende mediterranee, sostenendo tra l’altro che fossero “grandi navigatori, capaci di dominare il Mediterraneo occidentale e persino di giungere verso Oriente passando attraverso le Isole della Grecia, di Creta, di Cipro, fino all’Egitto” e che avessero esercitato “una leadership militare di lungo periodo, dal 1500 al 1200 e oltre avanti Cristo”. Nella sua relazione di Haifa Ugas sostiene quindi l’ipotesi che essi si fossero stanziati in territorio fenicio, “in un’area relativamente vasta i cui confini correvano tra Abu Awam e Sidone o forse Biblo lungo le coste e, in parallelo, all’interno lungo il Giordano, dall’agro di Hazor o di Dan sino a Sartan” Dopo di che, prosegue Ugas, “culturalmente gli Shardana furono assorbiti in tempi brevi dagli autoctoni Cananei e il Vecchio Testamento non li distingue più anche perché gli uni e gli altri appartenevano allo stesso ceppo dei popoli rossi mediterranei”. Ipotesi che come richiamato in un precedente post pubblicato su questo portale, trova concorde Dimitri Baramki, curatore del museo archeologico di Beirut, il quale sosteneva che prima dell’avvento dei Popoli del Mare (circa 1180 a.C.) i Fenici non conoscessero affatto la tecnica di navigazione in mare aperto e che pertanto “i navigatori costieri cananei, uscirono dominatori d’alto mare dopo l’integrazione con i Popoli del mare che avevano precedentemente devastato parte del territorio libanese”. Prima ancora di Ugas e di Baramki, come ricorda nei suoi scritti Leonardo Melis, Leonard Wooley, scopritore di Ur, sosteneva che “L’espansione marinara dei Fenici fu dovuta all’installazione degli ‘Asiani’ (così erano chiamati i Popoli del Mare) nei territori della Fenicia stessa intorno al 1200 a.C., lo stesso periodo quindi dell’ultima invasione dei Popoli del Mare che ne avevano occupato i porti”. Non può quindi sorprendere il contenuto dell’articolo apparso sull’edizione di Archeologia Viva di Settembre/Ottobre 2012, titolato “Una scoperta straordinaria”, dove l’Accademico dei Lincei Giovanni Garbini, a proposito dei ritrovamenti a S’Arcu ‘e is Forros (Villanova Strisaili) parla di “una presenza orientale anche nella Sardegna interna non sporadica e probabilmente continuativa”. Può anzi affermarsi, con sufficiente ragionevolezza, che dopo la “fusione” tra shardana e cananei, si avvierà un traffico marittimo tra la Fenicia e la Sardegna, che negli anni a seguire proseguirà senza soluzione di continuità. E’ quindi improprio parlare di colonizzazione, ma di un ritorno alla terra d’origine degli stessi shardana (magari inizialmente affiancati da quei fenici con cui si erano integrati) e quindi dalle generazioni successive, frutto della citata fusione.