Su Carrabusu

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di Giorgio Valdès

Lo scarabeo “stercorario” che nell’antico Egitto rappresentava il dio solare Khepri o Kheper (il sole del mattino), in Sardegna prende il nome di “carrabusu”, vocabolo scindibile nei termini geroglifici Ka (spirito), Ra (sole) e Bs, ideogramma o determinativo del dio Bes, o Bisu, che secondo l’egittologa Maria Carmela Betrò è una “forma popolare del dio solare”. In lingua italiana il Khepri egizio è chiamato “scarabeo”, vocabolo evidentemente simile al nostro “Carrabusu” che, secondo la ricercatrice Maria Paola Vera Mossi è “un’antica voce mediterranea, termine che poi passò, con modificazioni, nelle antiche lingue indoeuropee, e dal greco nel latino: k a r a b o s, divenuta nel latino, da c a r a b o s : scarabaeu(m) , scarabeo”. E’ noto che i contatti tra Sardegna ed Egitto hanno origini antichissime, e può quindi ragionevolmente ipotizzarsi che l’”antica voce mediterranea”, di cui parla la Mossi, provenga proprio dalla Sardegna, considerato tra l’altro che secondo la stessa Mossi “pur conservata nel greco, la voce in origine greca non è”. A mio giudizio nella nostra regione era stato esattamente compreso il reale significato del Kheper egizio, attribuendo quindi allo stercorario il nome di “carrabusu”, termine che come detto comprende i vocaboli geroglifici ka, ra e Bisu (Bes). In definitiva ipotizzo che con la dizione “carrabusu” si volesse indicare lo spirito del sole o il sole mattutino (il kheper egizio), dio creatore capace di rigenerarsi giorno dopo giorno. A tale proposito va osservato che gli amuleti riproducenti il Khepri, un numero sterminato dei quali è stato trovato proprio in Sardegna, erano considerati dei “portafortuna” (in Egitto lo sono ancora), per cui è assolutamente verosimile che al nome del dio solare, particolarmente venerato nella nostra regione, venisse abbinato quello del dio positivo e beneaugurante Busu/Bisu/Bes. E’ altrettanto probabile che il termine “carrabusu” sia stato in seguito acquisito dai Greci (e non il contrario), che lo modificheranno in “karabos” e quindi dai Latini, che non comprendendone il reale significato, lo trasformeranno in “scarabaeu(m)”. E’ altrettanto probabile che l’elmo dei guerrieri shardana, che in alcuni bronzetti presenta corna straordinariamente lunghe, volesse raffigurare proprio il sole del mattino; e a questo proposito sono significative le immagini seguenti che si riferiscono alle riproduzioni in bronzo di guerrieri shardana, e ad alcune rappresentazioni parietali egizie del dio solare Khepri.