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Il Pozzo sacro di Sant’Antonio si trova all’interno della omonima Chiesa romanica posta a Nord-Est di Segariu. Si può accedere attraverso una botola posta nel pavimento della chiesa. Dopo aver persorso un corridoio di circa tre metri si giunge ai 5 gradini che scendono verso la camera con volta a Tholos. Osservando la chiesa dall’esterno, si nota che il primo circolo di pietre dell’abside è composto da pietre della stessa tipologia del pozzo quasi a voler indicare la netta sovraposizione dell’abside della chiesa con la camera interna del pozzo.
Il Pozzo sacro di Sant’Antonio si trova all’interno della omonima Chiesa romanica posta a Nord-Est di Segariu. Si può accedere attraverso una botola posta nel pavimento della chiesa. Dopo aver persorso un corridoio di circa tre metri si giunge ai 5 gradini che scendono verso la camera con volta a Tholos. Osservando la chiesa dall’esterno, si nota che il primo circolo di pietre dell’abside è composto da pietre della stessa tipologia del pozzo quasi a voler indicare la netta sovraposizione dell’abside della chiesa con la camera interna del pozzo.
Il Pozzo sacro di Sant’Antonio si trova all’interno della omonima Chiesa romanica posta a Nord-Est di Segariu. Si può accedere attraverso una botola posta nel pavimento della chiesa. Dopo aver persorso un corridoio di circa tre metri si giunge ai 5 gradini che scendono verso la camera con volta a Tholos. Osservando la chiesa dall’esterno, si nota che il primo circolo di pietre dell’abside è composto da pietre della stessa tipologia del pozzo quasi a voler indicare la netta sovraposizione dell’abside della chiesa con la camera interna del pozzo.
Il Pozzo sacro di Sant’Antonio si trova all’interno della omonima Chiesa romanica posta a Nord-Est di Segariu. Si può accedere attraverso una botola posta nel pavimento della chiesa. Dopo aver persorso un corridoio di circa tre metri si giunge ai 5 gradini che scendono verso la camera con volta a Tholos. Osservando la chiesa dall’esterno, si nota che il primo circolo di pietre dell’abside è composto da pietre della stessa tipologia del pozzo quasi a voler indicare la netta sovraposizione dell’abside della chiesa con la camera interna del pozzo.
Il Pozzo sacro di Sant’Antonio si trova all’interno della omonima Chiesa romanica posta a Nord-Est di Segariu. Si può accedere attraverso una botola posta nel pavimento della chiesa. Dopo aver persorso un corridoio di circa tre metri si giunge ai 5 gradini che scendono verso la camera con volta a Tholos. Osservando la chiesa dall’esterno, si nota che il primo circolo di pietre dell’abside è composto da pietre della stessa tipologia del pozzo quasi a voler indicare la netta sovraposizione dell’abside della chiesa con la camera interna del pozzo.
Il Pozzo sacro di Sant’Antonio si trova all’interno della omonima Chiesa romanica posta a Nord-Est di Segariu. Si può accedere attraverso una botola posta nel pavimento della chiesa. Dopo aver persorso un corridoio di circa tre metri si giunge ai 5 gradini che scendono verso la camera con volta a Tholos. Osservando la chiesa dall’esterno, si nota che il primo circolo di pietre dell’abside è composto da pietre della stessa tipologia del pozzo quasi a voler indicare la netta sovraposizione dell’abside della chiesa con la camera interna del pozzo.
Il sito archeologico è stato rinvenuto nel 1985, del tutto casualmente, durante i lavori di spietramento per l’impianto di una vigna. Le indagini, proseguite sino al 1988, hanno permesso di individuare il nucleo principale del santuario, composto dal pozzo sacro, da una rotonda che caratterizza una parte del grande edificio in opera isodoma e due costruzioni a forma cilindrica, interpretabili come altare.
Si presenta con capanne rituali circolari, dove sono evidenziati, lungo tutta la circonferenza interna, dei sedili. Numerosissimi conci parallelepipedi di basalto e tufo trachitico a T popolano l’intero sito; essi sono perfettamente lavorati e rifiniti. In un flashback improvviso ciò mi riporta ad altri santuari sardi, come, per esempio, Gremanu (a Fonni), Serra Niedda (a Sorso) e Santa Vittoria (a Serri); appare chiaro, per l’appunto, che il tipo di pietra usata (basalto e tufo trachitico) e la foggia dei conci risulti simile in tutti i santuari nuragici sparsi nell’intera isola. Questo di Nughedu San Nicolò rimane, però, unico nel suo genere, grazie alla testimonianza scultorea giunta sino a noi dalla notte dei tempi e custodita nel locale museo. Trattasi di una elegantissima e raffinata testa bovina in trachite “nera” che, ancora una volta, ci testimonia non solo l’abile maestria degli scalpellini del passato, ma anche la devozione di questo nostro popolo al dio Toro
Prov: Sassari
Autore: Bruno SIni
Codice Geo: NUR13609
> Scheda Geoportale
Si presenta con capanne rituali circolari, dove sono evidenziati, lungo tutta la circonferenza interna, dei sedili. Numerosissimi conci parallelepipedi di basalto e tufo trachitico a T popolano l’intero sito; essi sono perfettamente lavorati e rifiniti. In un flashback improvviso ciò mi riporta ad altri santuari sardi, come, per esempio, Gremanu (a Fonni), Serra Niedda (a Sorso) e Santa Vittoria (a Serri); appare chiaro, per l’appunto, che il tipo di pietra usata (basalto e tufo trachitico) e la foggia dei conci risulti simile in tutti i santuari nuragici sparsi nell’intera isola. Questo di Nughedu San Nicolò rimane, però, unico nel suo genere, grazie alla testimonianza scultorea giunta sino a noi dalla notte dei tempi e custodita nel locale museo. Trattasi di una elegantissima e raffinata testa bovina in trachite “nera” che, ancora una volta, ci testimonia non solo l’abile maestria degli scalpellini del passato, ma anche la devozione di questo nostro popolo al dio Toro
Prov: Sassari
Autore: Bruno SIni
Codice Geo: NUR13609
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Si presenta con capanne rituali circolari, dove sono evidenziati, lungo tutta la circonferenza interna, dei sedili. Numerosissimi conci parallelepipedi di basalto e tufo trachitico a T popolano l’intero sito; essi sono perfettamente lavorati e rifiniti. In un flashback improvviso ciò mi riporta ad altri santuari sardi, come, per esempio, Gremanu (a Fonni), Serra Niedda (a Sorso) e Santa Vittoria (a Serri); appare chiaro, per l’appunto, che il tipo di pietra usata (basalto e tufo trachitico) e la foggia dei conci risulti simile in tutti i santuari nuragici sparsi nell’intera isola. Questo di Nughedu San Nicolò rimane, però, unico nel suo genere, grazie alla testimonianza scultorea giunta sino a noi dalla notte dei tempi e custodita nel locale museo. Trattasi di una elegantissima e raffinata testa bovina in trachite “nera” che, ancora una volta, ci testimonia non solo l’abile maestria degli scalpellini del passato, ma anche la devozione di questo nostro popolo al dio Toro
Prov: Sassari
Autore: Bruno SIni
Codice Geo: NUR13609
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Si presenta con capanne rituali circolari, dove sono evidenziati, lungo tutta la circonferenza interna, dei sedili. Numerosissimi conci parallelepipedi di basalto e tufo trachitico a T popolano l’intero sito; essi sono perfettamente lavorati e rifiniti. In un flashback improvviso ciò mi riporta ad altri santuari sardi, come, per esempio, Gremanu (a Fonni), Serra Niedda (a Sorso) e Santa Vittoria (a Serri); appare chiaro, per l’appunto, che il tipo di pietra usata (basalto e tufo trachitico) e la foggia dei conci risulti simile in tutti i santuari nuragici sparsi nell’intera isola. Questo di Nughedu San Nicolò rimane, però, unico nel suo genere, grazie alla testimonianza scultorea giunta sino a noi dalla notte dei tempi e custodita nel locale museo. Trattasi di una elegantissima e raffinata testa bovina in trachite “nera” che, ancora una volta, ci testimonia non solo l’abile maestria degli scalpellini del passato, ma anche la devozione di questo nostro popolo al dio Toro
Prov: Sassari
Autore: Bruno SIni
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