Pozzi e Fonti Sacre

Il pozzo sacro, detto anche “tempio a pozzo”, è un edificio di età nuragica destinato al culto delle acque, composto da un atrio, una scala ed una camera sotterranea, spesso coperta ad aggetto. La fonte sacra è affine al pozzo sacro ma vi si differenzia per l’assenza della scala, in quanto la vena sorgiva è generalmente captata al livello del piano di campagna. Il numero di questi monumenti, che inizialmente Giovanni Lilliu quantificava intorno ai 50, a seguito di successivi studi e ricerche potrebbe superare addirittura i 300. La loro datazione è presumibilmente compresa tra la metà del Bronzo recente (1200 a.C. circa) e la prima Età del Ferro (inizio del primo millennio a.C.). Gaio Giulio Solino, scrittore romano vissuto fra la prima metà e la fine del III secolo d.C., osservava  che le acque attinte dai pozzi e dalle fonti sacre sarde servissero anche per esercitare particolari riti chiamati “ordalie”. Chi era sospettato di furto veniva sottoposto alla prova dell’acqua, cioè ad un lavacro degli occhi. Se era innocente gli si aguzzava la vista; se era colpevole diventava cieco. Questo si legge negli scritti di Raffaele Pettazzoni, massimo storico delle religioni, nato nel 1883 e scomparso nel 1959.

Fonte Nuragica Sos Nurattolos
Il complesso, databile tra il 1600 e il 900 a.C., comprende una fonte sacra, posta all’interno di un cortile irregolare, un tempio ‘a megaron’, circondato da un recinto ellittico e una grande capanna circolare, dotata di una stanza d’ingresso e di una camera. Era un luogo a carattere ‘comunitario’, la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’, tipica dei villaggi nuragici. Solitamente qui il pellegrino sostava forse per un colloquio con i sacerdoti.
Fonte Nuragica Sos Nurattolos
Il complesso, databile tra il 1600 e il 900 a.C., comprende una fonte sacra, posta all’interno di un cortile irregolare, un tempio ‘a megaron’, circondato da un recinto ellittico e una grande capanna circolare, dotata di una stanza d’ingresso e di una camera. Era un luogo a carattere ‘comunitario’, la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’, tipica dei villaggi nuragici. Solitamente qui il pellegrino sostava forse per un colloquio con i sacerdoti.
Fonte Nuragica Sos Nurattolos
Il complesso, databile tra il 1600 e il 900 a.C., comprende una fonte sacra, posta all’interno di un cortile irregolare, un tempio ‘a megaron’, circondato da un recinto ellittico e una grande capanna circolare, dotata di una stanza d’ingresso e di una camera. Era un luogo a carattere ‘comunitario’, la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’, tipica dei villaggi nuragici. Solitamente qui il pellegrino sostava forse per un colloquio con i sacerdoti.
Fonte sacra Sos Nurattolos
Il complesso, databile tra il 1600 e il 900 a.C., comprende una fonte sacra, posta all’interno di un cortile irregolare, un tempio ‘a megaron’, circondato da un recinto ellittico e una grande capanna circolare, dotata di una stanza d’ingresso e di una camera. Era un luogo a carattere ‘comunitario’, la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’, tipica dei villaggi nuragici. Solitamente qui il pellegrino sostava forse per un colloquio con i sacerdoti.
Fonte sacra Sos Nurattolos
Il complesso, databile tra il 1600 e il 900 a.C., comprende una fonte sacra, posta all’interno di un cortile irregolare, un tempio ‘a megaron’, circondato da un recinto ellittico e una grande capanna circolare, dotata di una stanza d’ingresso e di una camera. Era un luogo a carattere ‘comunitario’, la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’, tipica dei villaggi nuragici. Solitamente qui il pellegrino sostava forse per un colloquio con i sacerdoti.
Fonte sacra Sos Nurattolos
Il complesso, databile tra il 1600 e il 900 a.C., comprende una fonte sacra, posta all’interno di un cortile irregolare, un tempio ‘a megaron’, circondato da un recinto ellittico e una grande capanna circolare, dotata di una stanza d’ingresso e di una camera. Era un luogo a carattere ‘comunitario’, la cosiddetta ‘capanna delle riunioni’, tipica dei villaggi nuragici. Solitamente qui il pellegrino sostava forse per un colloquio con i sacerdoti.
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