Bronzetti Nuragici

Museo virtuale delle sculture bronzee di produzione nuragica conosciute

In questi anni abbiamo schedato vari bronzetti nuragici sulle nostre pagine Facebook “Bronzetti Nuragici”, “S’Ischisorgiu Furau. L’arte Dei Sardi- Catalogo Arte Prenuragica e Nuragica)” etc.

Vorremmo ora raggruppare tutto il nostro lavoro in un unico grande Museo Virtuale dove il visitatore potrà ammirare le varie opere accompagnate da brevi schede descrittive… BUONA VISIONE!

Immagini

VINCITORE CHE SOTTOMETTE IL NEMICO
133) VINCITORE CHE SOTTOMETTE IL NEMICO Nome: vincitore che sottomette il nemico o anche definito "faraone trionfante" Epoca: età nuragica (1100-900 a.C.) Professione: sconosciuta Dimensioni: da verificare Aspetto e vestiario: Sono ben visibili due personaggi: il primo è un uomo in piedi che tiene tra le gambe la testa del secondo personaggio che ha i medesimi tratti del viso ma dimensione più piccole. L'uomo stante ha il viso schiacciato, gli occhi e il naso resi in modo sommario, porge le braccia in avanti e regge in mano un oggetto non definito. Sembra a petto nudo con indosso solo un gonnellino. Il secondo personaggio sottostante ha la testa bloccata tra le ginocchia dell'uomo in piedi e la parte posteriore del suo corpo ha sembianze animalesche. Luogo di ritrovamento: Orani (NU), tempio nuragico di Nurdole Residenza attuale: Museo Archeologico di Nuoro Curiosità: Non è noto il significato di questa statuina. Probabilmente rappresenta un vincitore che sottomette il nemico. Oppure... la seconda figura "potrebbe essere un ariete stretto tra le gambe dell'uomo in piedi, con un cane che lo morde al garrese 🙂 e l'uomo stante avrebbe in mano un pannetto come in altro bronzetto, un'offerta. Sembra la tipica posa del pastore per tenere fermo un animale prima della castrazione o mungitura." (Ringraziamo A. Loddo per questa interpretazione). Immagini e descrizione da "Il museo speleo-archeologico di Nuoro", 2006, Carlo Delfino Editore - http://souvenirsdelasardaigne.midiblogs.com/…/1990577789.pdf . Fotografie dei pannelli dal museo Archeologico di Nuoro di Francesca Mannu Per informazioni sul sito di Nurdole: http://www.nurnet.it/it/1481/Il_Santuario_di_Nurdole.html
Comune:
Prov:
Autore:
Codice Geo: NUR5671
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VACCA STANTE
95) VACCA STANTE Nome: vacca stante categoria: animale Dimensioni: lunghezza 6,3 cm - altezza 4,7 cm Aspetto: l’animale è ritto sulle quattro zampe e poggia su una basetta rettangolare. La struttura corporea è nel complesso agile e snella, il profilo della pancia e il dorso sono quasi orizzontali, il collo ben sviluppato e la testa molto avanzata rispetto alle zampe anteriori. Il bronzetto appare così molto lungo e sottile. La coda è ripiegata, in modo naturalistico, sul dorso ma in senso contrario rispetto ad altri bronzetti. Le corna sono ben modellate, ampie e verticali; il volume del capo suggerisce una certa rotondità di forme, il muso è ben modulato dal taglio della bocca (non indicati, invece, gli occhi). Luogo di ritrovamento: Nulvi (SS), località nuraghe Orku Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: integro, con le zampe anteriori e posteriori ancora fuse con la tavoletta quadrangolare di sostegno Curiositá: il bovino manca di attributi maschili quindi forse per questo Lilliu lo classifica come esemplare femminile. Nella scheda descrittiva comunque lo studioso non riporta mai il genere dell'animale, la classificazione appare chiara solo dal nome dato al bronzetto. Fotografia di G. Exana Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: NULVI
Prov:
Autore: Gerolamo Exana
Uomo in preghiera con spada votiva(?)
Nr. 29 Catalogo collezione Borowski Uomo in preghiera con spada votiva(?) Bronzo h 6,5 cm Sardegna, località sconosciuta. Cultura nuragica VII-VI sec. a.C. La mano destra portata al petto in gesto di preghiera, il torace nudo, l’uomo è vestito con un corto gonnellino fatto di un materiale lavorato a coste (confr. SKK, nr. 98 e 106), ha il capo scoperto e tiene la spada votiva(?) con la mano sinistra stretta al corpo. Sul volto rotondo con la testa calva, gli occhi, il naso e la bocca sono piccoli. Per quanto riguarda la tipologia questa statuetta si può confrontare con un’altra di Cagliari, anche questa frammentaria (G.Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, 1966, nr.125), in cui Lilliu vede nel lungo e stretto oggetto una spada. Stilisticamente simile è la figura seguente, nr. 30. È probabile la provenienza dalla stessa officina del gruppo barbaricino. I valori dell’analisi dei metalli dell’istituto di ricerca Rathgen di Berlino (J.Riederer) corrispondono alla lega tipica dei bronzi sardi. Stato di conservazione: mancano le gambe al di sotto del gonnellino; la punta della lancia è leggermente piegata. Patina liscia verde con efflorescenze.
Comune:
Prov:
Autore:
UOMO DI TETI
12) UOMO DI TETI Nome: Uomo di Teti Professione: sconosciuta Altezza: 12 cm Vestiario e aspetto: morbido berretto in stoffa, capelli di media lunghezza, indossa solo un corto gonnellino con allacciatura frontale, gambe protette da gambali, piedi scalzi; con una mano impugna un bastone appoggiato sulla spalla, con l'altra mano forse porgeva un'offerta Luogo di ritrovamento: TETI, Abini (NU) Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: gli alti gambali, forse in cuoio o in pelle nella realtá, arrivavano a coprire le ginocchia e sono legati posteriormente con stringhe fotografie di G. Exana
Comune: TETI
Prov:
Autore: Gerolamo Exana
Uomo con bastone
Nr. 31 Catalogo collezione Borowski Uomo con bastone (?) Bronzo h 9,5 cm Sardegna, località sconosciuta. Cultura nuragica VII-VI sec. a.C. La figurina cilindrica, modellata grossolanamente, con braccia sottili e ginocchia ingrossate è posizionata su una piastra rettangolare. La tunica attillata, con riproduzione di strisce nella parte superiore e frange nel basso, è solamente accennata. La mano sinistra avrà stretto in origine un bastone oppure una spada, la cui punta è ancora presente nella piastra di appoggio (confrontare con G.Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, 1966, nr. 149). Il viso, su in collo che si allarga notevolmente verso il basso, è grossolano e modellato superficialmente, con piccoli occhi rotondi ed una piccola bocca. Il piede sinistro dell’uomo è decorato da un cerchio. La tipologia e la qualità di questo bronzetto è rappresentativa per la maggior parte dei bronzi del così detto gruppo barbaricino (G.Lilliu, op.cit., Nr. 154-191). Stato di conservazione: braccia spezzate, manca il bastone. Fusione di scarsa qualità, presenta forature. Patina perlopiù verde con grandi parti rosso brune. Non pubblicato.
Comune:
Prov:
Autore:
TORO STANTE di Villagrande Strisaili
130) TORO STANTE di Villagrande Strisaili Nome: toro stante Categoria: animale Dimensioni: da verificare Aspetto: toro stante, con corpo e muso a forma allungata; ben visibili le zampe con zoccolo, le lunghe corna e orecchie, la coda; da notare sul collo una corda (forse per il giogo) e sul dorso una sorta di bisaccia. Luogo di ritrovamento: sito nuragico S'Arcu 'e is Forros - Villagrande Strisaili (Insula 2) Residenza attuale: c/o Soprintendenza (lo scavo è in corso) Segni particolari: integro Immagini e informazioni acquisite durante il Congresso del 20-21 aprile 2017 "Notizie e scavi della Sardegna Nuragica" c/o Serri. Intervento G. Salis e M. Tatti "Ricerche archeologiche a S'Arcu 'e is Forros (Villagrande Strisaili) - interventi 2016".
Comune:
Prov:
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TORO STANTE
99) TORO STANTE Nome: toro stante categoria: animale Dimensioni: lunghezza 11 cm Aspetto: il corpo del toro é voluminoso ma allo stesso tempo fluido, mosso, ancora fuso alla base con la piastra quadrangolare di sostegno. Le zampe sono cortissime e tozze ma ben articolate: quelle anteriori sono dritte e parallele, quelle posteriori sono invece rientrate obliquamente. Chiaramente riconoscibili gli zoccoli bifidi. La coda è girata sulla groppa e termina a riccio. Tra le zampe posteriori sono ben visibili gli attributi maschili dell'animale. La struttura della testa è piatta, il muso ben caratterizzato, gli occhi a globetto o pastiglia. Spiccano nella composizione le corna strette e lunghe, protese obliquamente in avanti; terminano con pomelli piatti in sommità. Intorno alle corna, sulla cervice, si intreccia una fune, "probabilmente il laccio per catturare la preda - dice Lilliu - libera nei vasti pascoli degli altipiani sardi". Luogo di ritrovamento: Perfugas (SS), localitá Predio Canòpolo Residenza attuale: Museo Archeologico di Sassari Segni particolari: integro Curiositá: "un amico allevatore sostiene che quando i tori tengono la coda poggiata sul dorso, godono di ottima salute e prestanza fisica". (A. Farina) Interessante ipotesi. Dato che molti bronzetti di buoi e tori sono raffigurati con la coda ritorta, l'offerta del bronzetto alla divinità potrebbe essere interpretata come richiesta di salute e forza per l'animale.
Comune: PERFUGAS
Prov:
Autore: Antonello Farina
Toro con uccello sul dorso
Catalogo “L’arte dei sardi” collezione Borowski 1983 37. Toro con uccello sul dorso Bronzo. h 14,6 cm, l 11,6 cm Sardegna, località sconosciuta. Periodo nuragico, IX sec. a.C. Questo toro fortemente stilizzato, con zampe stranamente lunghe e sottili, è riconoscibile come tale solo tramite le sue lunghissime corna piegate a semicerchio ed alla raffigurazione schematica del sesso. Un uccello è poggiato al centro del dorso. Sulla testa piatta, appuntita a triangolo, sporgono gli occhi rotondi. La coda è rigirata nella parte inferiore. Nonostante la notevole astrazione questo bronzetto è pieno di vitalità. Con pochi tratti è stata creata una meraviglia di rappresentazione naturale. Il motivo “uccello su toro” si ripropone sui tori di Lilliu (G. Lilliu, Sculture della Sardegna nuragica, 1966), nr. 210 e 212; su questi però l’uccello è appoggiato tra le corna. La forte schematizzazione con lunghe zampe e tronco sottile, testa piatta ed occhi sporgenti si ripete anche su altri bronzetti, per esempio nel gruppo cervo e cane di Karlsruhe (SKK nr. 149), così come su un toro di Sassari proveniente dal nuraghe Pizzinnu (Maetzke, pagg .736, SKK, ill. 73a e 73b). Tutti e tre i bronzetti sono della stessa qualità e provengono probabilmente dalla stessa officina. Da confrontare per la forte stilizzazione dei corpi animali i bronzetti di Lilliu op.cit., nr. 209 al 212, 250 al 257. Stato di conservazione: intatto. Il bronzo ha una forte corrosione, patina verde granulosa con punti rossi di ossidazione. Bibliografia: SKK (Kunst und Kultur Sardiniens, 1980) Nr. 148
Comune:
Prov:
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TESTA DI GUERRIERO
61) TESTA DI GUERRIERO Nome: testo di guerriero Dimensioni: altezza residua 8 cm. Aspetto: il bronzetto doveva essere piuttosto grande, sui 24 cm di altezza; é stata ritrovata solo la testa che indossa un elmo con brevi corna, cresta mediana e larga visiera frontale. Il guerriero ha un volto con taglio longilineo dove si nota lo stilismo dello schema a T di naso e sopracciglia. Il naso è molto pronunciato e grande, come un becco; il mento è squadrato, gli occhi a globetto sono piccoli e le orecchie a sventola. Sulla nuca i capelli sono resi con linee oblique che partono da un'incisione mediana. Luogo di ritrovamento: San Severo Milis (CA), localitá sconosciuta Residenza attuale: Museo Archeologico di Sassari Segni particolari: residuo di bronzetto con superficie molto corrosa e largamente ossidata Curiositá: stupisce, ogni volta che schediamo un personaggio, notare il dettaglio e la cura con cui i Maestri Fusori rappresentavano l'acconciatura, il volto e - dove visibili - gli indumenti e il corredo (militare o domestico). In questo caso purtroppo ci è stata tramandata dalla Storia solo la testa del bronzetto, ma i dettagli riscontrati sul capo sono comunque utilissimi per confermare la dotazione in uso ai guerrieri dell'epoca. Fotografia di B. Auguadro Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: SAN VERO MILIS
Prov:
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SUONATORE DI FLAUTO ITIFALLICO DI ITTIRI
68) SUONATORE DI FLAUTO ITIFALLICO DI ITTIRI Nome: aulete o suonatore di flauto nudo e itifallico, seduto Professione: suonatore Dimensioni: altezza 8 cm Aspetto e vestiario: La statuetta - presumibilmente un ex-voto esposto in un tempio - rappresenta un personaggio maschile, un Aulete o un suonatore di flauto, raffigurato nudo ed in posizione assisa. Di stile Barbaricino-mediterraneizzante, essa presenta gambe appena delineate da una solcatura mediana, nelle quali s'innesta, con linea flessuosa ed armonica, il tronco e, in questo, la testa, senza soluzione di continuità. La testa, a calotta sferica, è coperta da una berretta della medesima forma, ben distinta dal cranio. Sul volto, caratterizzato da occhiaie enormi, profonde e vuote, spicca la bocca larga, tesa nel soffiare in un flauto a tre canne, simile alle launeddas, strumento oggi presente nella Sardegna centro-meridionale ed usato nelle cerimonie religiose e civili soprattutto per accompagnare le danze folkloristiche. Molto evidenziati appaiono alcuni particolari anatomici come le mammelle e, con cura dei dettagli, il membro virile. Quest'ultimo, di fatto, per il suo marcato risalto si presenta come elemento centrale e concettualmente significativo della composizione figurativa. Esso, infatti, suggerisce connessioni con la religione nuragica, modellata sulla natura feconda. Esprime pertanto un erotismo di carattere sacro, sollecitato dal suono stesso del flauto e dal ritmo delle danze che si svolgevano intorno, per ottenere il favore degli dei largitori di messi, di bestiame e prole in abbondanza. Luogo di ritrovamento: Ittiri (SS). S. Cau ci segnala che venne rinvenuto nei pressi della necropoli di "sa figu", vicino alla chiesa di San Maurizio. Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: il supporto sul quale il bronzetto era seduto probabilmente era realizzato in legno o altro materiale deperibile dove la figurina veniva appoggiata temporaneamente, prima di finire con le altre - dice Lilliu - forse gettata via o probabilmente riutilizzata per successive fusioni. Curiositá: il flauto a tre canne ricorda le launeddas, strumento ancora oggi utilizzato in Sardegna. Questo strumento è suonato utilizzando la tecnica della respirazione circolare, che permette di non avere pause nel l'immissione del fiato all'interno dello strumento; questo fa sì che il suono prodotto non abbia interruzioni. La stessa tecnica della respirazione circolare é utilizzata ancora oggi dagli aborigeni australiani per suonare il didjiridoo (strumento musicale ricavato da ramo di eucalipto e riservato solo agli uomini). Altra curiosità (fonte F. Cannas): In epoca fascista il bronzetto fu censurato come in fotografia. Fotografie del bronzetto di F. Cannas dal gruppo "Archeologia della Sardegna". Descrizione tratta dal sito dell'associazione musicale "IIttiri Cannedu" e da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: ITTIRI
Prov:
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SUONATORE DI FLAUTO ITIFALLICO DI ITTIRI
68) SUONATORE DI FLAUTO ITIFALLICO DI ITTIRI Nome: aulete o suonatore di flauto nudo e itifallico, seduto Professione: suonatore Dimensioni: altezza 8 cm Aspetto e vestiario: La statuetta - presumibilmente un ex-voto esposto in un tempio - rappresenta un personaggio maschile, un Aulete o un suonatore di flauto, raffigurato nudo ed in posizione assisa. Di stile Barbaricino-mediterraneizzante, essa presenta gambe appena delineate da una solcatura mediana, nelle quali s'innesta, con linea flessuosa ed armonica, il tronco e, in questo, la testa, senza soluzione di continuità. La testa, a calotta sferica, è coperta da una berretta della medesima forma, ben distinta dal cranio. Sul volto, caratterizzato da occhiaie enormi, profonde e vuote, spicca la bocca larga, tesa nel soffiare in un flauto a tre canne, simile alle launeddas, strumento oggi presente nella Sardegna centro-meridionale ed usato nelle cerimonie religiose e civili soprattutto per accompagnare le danze folkloristiche. Molto evidenziati appaiono alcuni particolari anatomici come le mammelle e, con cura dei dettagli, il membro virile. Quest'ultimo, di fatto, per il suo marcato risalto si presenta come elemento centrale e concettualmente significativo della composizione figurativa. Esso, infatti, suggerisce connessioni con la religione nuragica, modellata sulla natura feconda. Esprime pertanto un erotismo di carattere sacro, sollecitato dal suono stesso del flauto e dal ritmo delle danze che si svolgevano intorno, per ottenere il favore degli dei largitori di messi, di bestiame e prole in abbondanza. Luogo di ritrovamento: Ittiri (SS). S. Cau ci segnala che venne rinvenuto nei pressi della necropoli di "sa figu", vicino alla chiesa di San Maurizio. Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: il supporto sul quale il bronzetto era seduto probabilmente era realizzato in legno o altro materiale deperibile dove la figurina veniva appoggiata temporaneamente, prima di finire con le altre - dice Lilliu - forse gettata via o probabilmente riutilizzata per successive fusioni. Curiositá: il flauto a tre canne ricorda le launeddas, strumento ancora oggi utilizzato in Sardegna. Questo strumento è suonato utilizzando la tecnica della respirazione circolare, che permette di non avere pause nel l'immissione del fiato all'interno dello strumento; questo fa sì che il suono prodotto non abbia interruzioni. La stessa tecnica della respirazione circolare é utilizzata ancora oggi dagli aborigeni australiani per suonare il didjiridoo (strumento musicale ricavato da ramo di eucalipto e riservato solo agli uomini). Altra curiosità (fonte F. Cannas): In epoca fascista il bronzetto fu censurato come in fotografia. Fotografie del bronzetto di F. Cannas dal gruppo "Archeologia della Sardegna". Descrizione tratta dal sito dell'associazione musicale "IIttiri Cannedu" e da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: ITTIRI
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SUONATORE DI CORNO DA GENONI
10) SUONATORE DI CORNO DA GENONI Nome: Suonatore di corno da Genoni Professione: forse musico Altezza: 8 cm Aspetto: personaggio "fotografato" mentre suona il corno, strumento musicale tra i più antichi Vestiario: corpo seminudo, indossa solo un gonnellino pieghettato o a frange, copricapo a calotta semplice, capelli corti, bandoliera forse con custodia (sul retro) Luogo di ritrovamento: GENONI - loc. Santu Pedru (NU) Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: bronzetto molto danneggiato Curiositá: Lilliu nel 1966 scrisse nel suo libro "Sculture della Sardegna Nuragica" che all'epoca dei suoi studi la statuetta era completa del corno, ora mancante...... fotografie dal web (la fotografia col bronzetto integro è del 1954 di Christian Zervos, biografo di Pablo Picasso)
Comune: GENONI
Prov:
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STATUINA DI ORANTE
65) STATUINA DI ORANTE Nome: statuina di orante Professione: sconosciuta Dimensioni: altezza residua 11,7 cm Aspetto e vestiario: la testa, grossa e imponente, é ricoperta da una calottina. Il volto è ovale e pieno, i lineamenti sono decisi. L'arcata sopraccigliare é segnata da una incisione a cui aderisce il naso, dritto e lungo. Gli occhi sono "a mandorla", le orecchie a dischetto, la bocca piccola, il collo é sottile in basso e largo verso l'alto come per sostenere la pesante testa. Il corpo è avvolto da due indumenti attillati, lunghi fino alle cosce. Sulla spalla sinistra è posta a tracolla la bandoliera in pelle da cui scende obliquo il tipico pugnale a elsa gammata, qui rappresentato con proporzioni alterate, custodito dentro una guaina in cuoio che lascia vedere in trasparenza la lama con nervatura mediana. La mano destra é sollevata all'altezza del collo e porge il saluto devozionale, la mano sinistra è mancante e reggeva probabilmente un ex-voto. Luogo di ritrovamento: Serri (NU), località Santa Vittoria, dal recinto del "tempio ipetrale" Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Segni particolari: mancanti i piedi, parte delle gambe, la mano e l'avambraccio sinistro Curiositá: i due indumenti attillati non sono la solita doppia tunica già vista in altri bronzetti ma sono costituiti da: - (sotto) una tunica senza maniche, aperta sul davanti con l'orlo anteriore un po' rialzato - (sopra) una giacca in pelle senza maniche e con i lembi che si chiudono sul fianco sinistro. Fotografia di G. Exana Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: SERRI
Prov:
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STATUETTA DI DEVOTO
64) STATUETTA DI DEVOTO Nome: statuetta di devoto Professione: guerriero Dimensioni: altezza residua 16 cm Aspetto e vestiario: la figura alza il braccio destro porgendo con la mano il saluto devozionale, con la mano sinistra probabilmente reggeva un'offerta. Indossa sul capo una papalina, sul corpo una doppia tunica aderente con maniche a metà braccio, cosce e gambe sono nude. L'elemento superiore della veste mostra una breve frangia con taccheggiature verticali sul contorno. Sul petto porta il solito pugnale a elsa gammata. Luogo di ritrovamento: Fluminimaggiore (CA), località Antas Residenza attuale: Museo Archeologico di Sassari Segni particolari: spezzati il braccio sinistro e le gambe alle caviglie Curiositá: la stessa "papalina", dice Lilliu, é visibile anche in altri bronzetti: - negli arcieri saettanti con grembiule corazzato di tipo orientale, definita "elmetto a calotta emisferica" - in vari Capi tribù, come piccola berretta a bassa calotta aderente ai capelli Fotografia di B. Auguadro Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: FLUMINIMAGGIORE
Prov:
Autore: Beatrice Auguadro
Spillone
141) SPILLONE CON CAPOCCHIA AD AVVOLGIMENTO SPIRALIFORME Nome: spillone con capocchia ad avvolgimento spiraliforme categoria: da verificare Dimensioni: lunghezza 22 cm. Aspetto: la verga ha sezione quadrangolare e si allarga verso la parte inferiore per poi restringersi verso la punta. La capocchia massiccia termina con un pomello emisferico, con una scozia sottostante, guarnita da tre rilievi ad anello, che la separa dal toro; sotto la decorazione a toro, la verga è rivestita da un avvolgimento a spirale di filo di bronzo che si allarga verso la base. Luogo di ritrovamento: Teti (NU), localitá Abini Residenza attuale: Museo Archeologico di Cagliari Curiositá: Numerosi ritrovamenti di spilloni nuragici sono avvenuti sia in contesti cultuali quali il santuario di Abini-Teti, sia all'interno o in prossimità di nuraghi e pozzi sacri. Ad esempio all'interno della fonte sacra rinvenuta nella torre laterale del nuraghe Nurdole è stato recuperato un buon numero di spilloni votivi nuragici infissi nelle intercapedini del parlamento murario. Alcuni esemplari di spilloni hanno la testa mobile, altri decorata con piccole facce stilizzate. Ma cosa erano esattamente? In molti casi gli studiosi li hanno interpretati come grandi fermagli per tenere chiusi i pesanti mantelli (rappresentati in molti bronzetti). Riportiamo l'interessante ipotesi dell'archeologo Augusto Mulas (riportata nel libro "l'Isola sacra" - ed. Condaghes): alla luce del sistematico rinvenimento di spilloni in contesti rituali e ritenendoli troppo grandi e ingombranti per essere fermagli, e avendo constatato che ancora nella prima metà del 1900 in alcune zone della Sardegna (in particolare a Siniscola) venivano prodotti oggetti molto simili (in metallo, osso o legno) chiamati "su pireddu" (tradotto con "perno" oppure "ugola") utilizzati per uccidere i maiali mediante infissione nel collo in prossimità dell'ugola... egli ipotizza che gli spilloni nuragici potessero servire per il sacrificio rituale degli animali che venivano offerti alle divinità. Gli spilloni nuragici difficilmente possono essere considerati semplici fermagli per mantelli, anche perché in alcuni esemplari di faretrine nuragiche (da noi già schedate ? ricordate?) sono raffigurate riproduzioni di spilloni nuragici oltre che pugnali ad elsa gammata, segni di distinzione con, forse, anche un valore cultuale per chi li indossava. Fotografie di G. Exana e RS Roberto Descrizione e immagine tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune:
Prov:
Autore:
Codice Geo: NUR5671
> Scheda Geoportale
Sacerdotessa offerente
Nr. 33 Catalogo collezione Borowski Sacerdotessa offerente Bronzo, h 11,4 cm Dall’Ogliastra Cultura nuragica VIII- VII sec. a.C. Questa figurina dal corpo snello porta sopra la tunica una stola rettangolare che sulla sinistra si sposta dal corpo: su questi indumenti , sulle spalle e le braccia, veste un mantello di stoffa, oramai spezzato, che sul dietro presenta un motivo di quattro strisce orizzontali e tra di queste tratti verticali disallineati. Un cappello a punta ed un girocollo conico, formato da più anelli che si restringono verso l’alto, completano l’abbigliamento. Sotto l’abito si delineano piccoli seni rotondi. Stato di conservazione: mancano gli avambracci ed i piedi. Una parte del manto è spezzata. Il viso è danneggiato. Patina verde-oliva scuro, in certi punti con incrostazioni.
Comune:
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SACERDOTE ORANTE ED OFFERENTE
62) SACERDOTE ORANTE ED OFFERENTE Nome: sacerdote (?) orante ed offerente Dimensioni: altezza 12 cm Aspetto e vestiario: la statuina poggia su un perno cilindrico che originariamente era fissato alla tavola dell'offerta. I piedi della figura sono riuniti, come le gambe, in un unico indifferenziato blocco a pilastrino e le dita dei piedi, segnate da brevi incisioni, se viste frontalmente sembrano una corona dentata continua. Il personaggio indossa sul capo un cappello del tipo a "tutulo" presente anche in un altro bronzetto (che prima o poi schederemo). Il corpo è avvolto in una tunica semplice e liscia che scende fino all'altezza delle ginocchia. Il mantello è allacciato al petto mediante un fermaglio ed è raccolto nella parte inferiore; in alto mostra una sorta di alto colletto che circonda e protegge il collo e la nuca (come il bavero rialzato di un cappotto, dice Lilliu). Il colletto è segnato da cinque giri o avvolgimenti in rilievo sovrapposti, potrebbe essere una sorta di cappuccio incompleto, infatti copre la nuca lasciando scoperte le orecchie e il viso tranne le tempie è una parte delle guance. Il personaggio protende una piccola ciotola con la mano sinistra e con la destra saluta (o benedice?) col braccio teso orizzontalmente, secondo lo schema utilizzato anche in altri bronzetti del gruppo definito "mediterraneizzante". Ma la cosa più interessante è il volto: occhi a globetto molto sporgenti, bocca incisa con tratto brutale, naso adunco. Luogo di ritrovamento: Arzachena (OT), terrazzo t del nuraghe Albucciu Residenza attuale: Museo Archeologico di Sassari Segni particolari: di questo bronzetto Lilliu indica un datazione: VII-VI secolo a. C. Curiositá: L'aspetto e lo strano vestiario lasciano Lilliu dubbioso: si tratta di un mantello sacerdotale oppure "lo strano imbacuccamento suggerisce l' immagine di una persona indisposta o convalescente che fa l'offerta propiziatrice o di ringraziamento per la sua salute"? .... Chissà... Fotografie di B. Auguadro Immagine di tavola delle offerte con bronzetti presa dai pannelli esplicativi del museo Sanna di Sassari Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: ARZACHENA
Prov:
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SACERDOTE ORANTE ED OFFERENTE
62) SACERDOTE ORANTE ED OFFERENTE Nome: sacerdote (?) orante ed offerente Dimensioni: altezza 12 cm Aspetto e vestiario: la statuina poggia su un perno cilindrico che originariamente era fissato alla tavola dell'offerta. I piedi della figura sono riuniti, come le gambe, in un unico indifferenziato blocco a pilastrino e le dita dei piedi, segnate da brevi incisioni, se viste frontalmente sembrano una corona dentata continua. Il personaggio indossa sul capo un cappello del tipo a "tutulo" presente anche in un altro bronzetto (che prima o poi schederemo). Il corpo è avvolto in una tunica semplice e liscia che scende fino all'altezza delle ginocchia. Il mantello è allacciato al petto mediante un fermaglio ed è raccolto nella parte inferiore; in alto mostra una sorta di alto colletto che circonda e protegge il collo e la nuca (come il bavero rialzato di un cappotto, dice Lilliu). Il colletto è segnato da cinque giri o avvolgimenti in rilievo sovrapposti, potrebbe essere una sorta di cappuccio incompleto, infatti copre la nuca lasciando scoperte le orecchie e il viso tranne le tempie è una parte delle guance. Il personaggio protende una piccola ciotola con la mano sinistra e con la destra saluta (o benedice?) col braccio teso orizzontalmente, secondo lo schema utilizzato anche in altri bronzetti del gruppo definito "mediterraneizzante". Ma la cosa più interessante è il volto: occhi a globetto molto sporgenti, bocca incisa con tratto brutale, naso adunco. Luogo di ritrovamento: Arzachena (OT), terrazzo t del nuraghe Albucciu Residenza attuale: Museo Archeologico di Sassari Segni particolari: di questo bronzetto Lilliu indica un datazione: VII-VI secolo a. C. Curiositá: L'aspetto e lo strano vestiario lasciano Lilliu dubbioso: si tratta di un mantello sacerdotale oppure "lo strano imbacuccamento suggerisce l' immagine di una persona indisposta o convalescente che fa l'offerta propiziatrice o di ringraziamento per la sua salute"? .... Chissà... Fotografie di B. Auguadro Immagine di tavola delle offerte con bronzetti presa dai pannelli esplicativi del museo Sanna di Sassari Descrizione tratta da G.Lilliu, "Sculture della Sardegna nuragica", 1966, ed. ILISSO
Comune: ARZACHENA
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