Il monumento conserva buona parte del corridoio interno. E’ possibile individuare quello che era il paramento esterno sino all’esedra di cui si nota la parte destra, mentre a sinistra ci sono solo due pietre verticali in corrispondenza dell’ingresso. A poca distanza si trova la stele megalitica, purtroppo tagliata e quello che sembrerebbe il portello di chiusura.
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Il monumento conserva buona parte del corridoio interno. E’ possibile individuare quello che era il paramento esterno sino all’esedra di cui si nota la parte destra, mentre a sinistra ci sono solo due pietre verticali in corrispondenza dell’ingresso. A poca distanza si trova la stele megalitica, purtroppo tagliata e quello che sembrerebbe il portello di chiusura.
Il monumento conserva buona parte del corridoio interno. E’ possibile individuare quello che era il paramento esterno sino all’esedra di cui si nota la parte destra, mentre a sinistra ci sono solo due pietre verticali in corrispondenza dell’ingresso. A poca distanza si trova la stele megalitica, purtroppo tagliata e quello che sembrerebbe il portello di chiusura.
Il monumento conserva buona parte del corridoio interno. E’ possibile individuare quello che era il paramento esterno sino all’esedra di cui si nota la parte destra, mentre a sinistra ci sono solo due pietre verticali in corrispondenza dell’ingresso. A poca distanza si trova la stele megalitica, purtroppo tagliata e quello che sembrerebbe il portello di chiusura.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
L”area archeologica è situata sul versante S del Monte Senes, nella Baronia, regione della costa E della Sardegna. La fonte conserva il pozzetto di captazione della sorgente naturale, tuttora alimentata e la parte O della facciata monumentale. Avanza anche una parte del muro di recinzione-terrazzamento orientato N-S, costruito sull”affioramento della roccia granitica.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
L’edificio sacro principale è articolato in due vani: un atrio a pianta sub-rettangolare (dotato originariamente di un bancone) probabilmente protetto da un tetto a doppio spiovente ed una cella, accessibile dall’atrio stesso, a pianta circolare e verosimilmente in origine con copertura a tholos (falsa cupola). La cella presenta in posizione centrale i resti di un focolare caratterizzato da varie fasi di utilizzo e, a ridosso del paramento murario, un bancone-massicciata.
























