Il sito archeologico è stato rinvenuto nel 1985, del tutto casualmente, durante i lavori di spietramento per l’impianto di una vigna. Le indagini, proseguite sino al 1988, hanno permesso di individuare il nucleo principale del santuario, composto dal pozzo sacro, da una rotonda che caratterizza una parte del grande edificio in opera isodoma e due costruzioni a forma cilindrica, interpretabili come altare.
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Il sito archeologico è stato rinvenuto nel 1985, del tutto casualmente, durante i lavori di spietramento per l’impianto di una vigna. Le indagini, proseguite sino al 1988, hanno permesso di individuare il nucleo principale del santuario, composto dal pozzo sacro, da una rotonda che caratterizza una parte del grande edificio in opera isodoma e due costruzioni a forma cilindrica, interpretabili come altare.
Il sito archeologico è stato rinvenuto nel 1985, del tutto casualmente, durante i lavori di spietramento per l’impianto di una vigna. Le indagini, proseguite sino al 1988, hanno permesso di individuare il nucleo principale del santuario, composto dal pozzo sacro, da una rotonda che caratterizza una parte del grande edificio in opera isodoma e due costruzioni a forma cilindrica, interpretabili come altare.
Noto anche semplicemente nuraghe Sisini, nome della frazione omonima di Senorbì dove è situato.
Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
Prov: Cagliari
Autore: Andrea Mura - Nuragando Sardegna
Codice Geo: NUR4574
> Scheda Geoportale
Noto anche semplicemente nuraghe Sisini, nome della frazione omonima di Senorbì dove è situato.
Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
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Noto anche semplicemente nuraghe Sisini, nome della frazione omonima di Senorbì dove è situato.
Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
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Noto anche semplicemente nuraghe Sisini, nome della frazione omonima di Senorbì dove è situato.
Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
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Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
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Noto anche semplicemente nuraghe Sisini, nome della frazione omonima di Senorbì dove è situato.
Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
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Noto anche semplicemente nuraghe Sisini, nome della frazione omonima di Senorbì dove è situato.
Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
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Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
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Nonostante il crollo della cupola. permangono alti muri perimetrali formati da poderosi massi.
Il monumento è stato studiato dapprima in una tesi di laurea di Silvestro Ghiani di Guasila, richiamando, assieme a Lilliu, l’analogia planimetrica con i templi a pozzo e con quello di Santa Vittoria di Serri in particolare. Trent’anni dopo Santoni evidenzia la sincronia nella realizzazione dei due corpi nell’edificio ma, pur riconoscendo l’unicità di Su Nuraxi, non individua a Sisini i caratteri di un contesto abitativo-religiosi del tipo Santa Vittoria di Serri, confortato in tal senso dai resti di una tomba dei giganti nelle vicinanze (ora non più visibile). Lo stesso Santoni paragona poi la tecnica architettonica del nuraghe con quella del Piscu di Suelli.
Alcuni manufatti ceramici portano la datazione del nuraghe al Bronzo medio
Viene anche accostato al nuraghe Sa Domu ‘e S’orku di Sarroch, anche per via dell’esistenza di una probabile torre minore in asse con la principale. E. Contu ha avanzato il dubbio se considerarlo un pozzo sacro o una capanna, proponendo la possibilità che l’atrio costituisca il frutto di un adattamento tardivo dovuto ad un successivo cambiamento di funzione del monumento.
Insomma, le interpretazioni degli archeologi sono stati negli anni diverse e confermano comunque l’originalità del nuraghe. Un mistero sul mistero più grande dei Nuraghi.
Fonte e maggiori informazioni su: A. Forci, La civiltà nuragica. Nuove acquisizioni. Atti del congresso (Senorbì, 14-16 dicembre 2000).
Prov: Cagliari
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