Il sito archeologico di Bruncu Suergiu si trova nel Parco della Giara. Nascosto dalla vegetazione e difficile da raggiungere. Tracce di viabilità antica, un ampio insediamento con impianti produttivi, strutture di fortificazione caratterizzano il sito. Oltre all’enorme quantità di materiale, un ampia terrazza si affaccia sul Campidano offrendo una vista mozzafiato. Solo il panorama ripaga la lunga e difficoltosa camminata. L’area archeologica, posta sotto tutela è di circa 11 ettari.
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Il sito archeologico di Bruncu Suergiu si trova nel Parco della Giara. Nascosto dalla vegetazione e difficile da raggiungere. Tracce di viabilità antica, un ampio insediamento con impianti produttivi, strutture di fortificazione caratterizzano il sito. Oltre all’enorme quantità di materiale, un ampia terrazza si affaccia sul Campidano offrendo una vista mozzafiato. Solo il panorama ripaga la lunga e difficoltosa camminata. L’area archeologica, posta sotto tutela è di circa 11 ettari.
Il sito archeologico di Bruncu Suergiu si trova nel Parco della Giara. Nascosto dalla vegetazione e difficile da raggiungere. Tracce di viabilità antica, un ampio insediamento con impianti produttivi, strutture di fortificazione caratterizzano il sito. Oltre all’enorme quantità di materiale, un ampia terrazza si affaccia sul Campidano offrendo una vista mozzafiato. Solo il panorama ripaga la lunga e difficoltosa camminata. L’area archeologica, posta sotto tutela è di circa 11 ettari.
Il nuraghe è posto sul Gullei. Si tratta di un’unica enorme colata lavica di diversi chilometri. Al villaggio non si arriva facilmente perché avvolto da una fitta macchia selvatica. Il nuraghe è un trilobato di cui si vedono le murature. Per almeno uno due ettari intorno si sviluppa il villaggio, con fornace, pozzo e altro ancora. Dalla cima delle torri si domina tutto il territorio e la costa sino alle falesie di Mariolu verso sud e sino a Cala Ginepro verso nord.
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
Lungo la strada che dal paese porta al mare, esiste una deviazione che porta alla chiesa campestre di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori. A essa è annessa un’antica torre di avvistamento, di forma quadrata, probabilmente di origine bizantina (VI-VIII sec.).
Il complesso archeologico si trova nella piana di Tuerra. La torre era probabilmente integrata con il paese medievale di “Teulat”. In epoca spagnola divenne poi parte del sistema difensivo dagli attacchi saraceni.
In pochi sanno che ben prima dei Bizantini i nuragici realizzarono un grosso nuraghe sull’acrocoro posto a circa duecento metri dalla chiesa.
Del nuraghe, che doveva essere un polilobato con villaggio, resta poco. Parte dei conci servirono probabilmente alla realizzazione della torre e della chiesa.
Dal nuraghe si controllava quello che 3500 anni fa doveva essere un approdo per imbarcazioni, nel fiume posto nella valletta sottostante.
Dal nuraghe si vedeva anche la vedetta del nuraghe Aidu, posto sopra l’attuale Porto Budello.
Antonello Gregorini
























