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Tomba dei Giganti S’Inguttosu Mannu da Franco Serreli
La tomba dei giganti di Inguttosu Mannu si rivela ai visitatori nelle sue forme originarie. Poggiante direttamente sull’affioramento roccioso, è costituita da un corridoio absidato impostato su una esedra dotata di stretto bancone. Al centro dell’esedra un piccolo ingresso architravato, munito di stipiti e soglia, immette nella camera funeraria, un corridoio costituito da filari di blocchi di grosse dimensioni grossolanamente sbozzati e rinzeppati con piccole pietre. La copertura è a volta ogivale. Tracce del muro di contenimento testimoniano che doveva in origine essere coperta da un tumulo di pietre e terra. Gli scavi hanno rinvenuto i resti di numerosi scheletri umani, deposti gli uni sugli altri a testimonianza dell’uso come tomba collettiva, le cui dimensioni sono anche all’origine del nome. La tradizione vuole infatti che queste sepolture dovessero essere appartenute ad esseri giganteschi. Comune Donori
Dolmen Mialibengo
Il perimetro tombale è definito da grandi lastre granitiche conficcate a coltello, e altre pietre di dimensioni più piccole messe fra gli interstizi, sulle quali è posato un gigantesco lastrone di copertura. Il monumento, isolato su un’altura in località Calarighe, è una delle tante vestigia preistoriche che costellano il territorio di Nule e del Goceano. (Franco Serreli)
Comune: NULE
Prov: Sassari
Autore: Franco Serreli
Dolmen Mialibengo
Il perimetro tombale è definito da grandi lastre granitiche conficcate a coltello, e altre pietre di dimensioni più piccole messe fra gli interstizi, sulle quali è posato un gigantesco lastrone di copertura. Il monumento, isolato su un’altura in località Calarighe, è una delle tante vestigia preistoriche che costellano il territorio di Nule e del Goceano. (Franco Serreli)
Comune: NULE
Prov: Sassari
Autore: Sergio Melis
Pozzo sacro Funtana Crobetta
Costruito in piena età nuragica, il pozzo sacro di Silius presenta gli elementi canonici dei templi dedicati al culto delle acque: il vestibolo esterno, l'ingresso col vano scala, entrambi a pianta trapezoidale, la breve scalinata che scende verso il pozzo. I gradini sono purtroppo pieni di detriti, ma è perfettamente visibile la struttura che sta al di sopra di essi, e che ne segue l'andamento in maniera speculare con i suoi otto architravi degradanti. La cella contenente l'acqua è coperta da una cupola ogivale alta poco meno di 4 metri, completamente interrata. Il monumento è purtroppo molto degradato a causa di scavi clandestini e sciagurati atti di vandalismo.
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