Simboli, riti, monumenti ciclopici e giganti da Gobekli Tepe alle terre sarde e tosco-laziali. 3

di Giorgio Lecchi parte 3 Abbiamo accennato prima al “Rito di Scarnificazione”, ora entriamo nei dettagli. Diversi studiosi ipotizzano che gli avvoltoi siano all’origine di una lunga tradizione in uso ancora oggi fra i Parsi (Zoroastriani), seguaci della religione fondata dal profeta persiano Zarathustra. I Parsi, presenti in India ed Iran, compiono il rituale funerario della scarnificazione. La scarnificazione consiste nell’abbandonare il corpo del defunto sulla sommità di una torre circolare in pietra chiamata “dakhma”, in attesa che gli avvoltoi si nutrano della … Leggi tutto

Simboli, riti, monumenti ciclopici e giganti da Gobekli Tepe alle terre sarde e tosco-laziali. 2

di Giorgio Lecchi Seconda parte Inizia il passaggio dal nomadismo alla sedentarietà, il tutto mosso non dal solo fine religioso come a Gobekli. Sotto queste meravigliose strutture, venivano seppelliti i crani separati dal resto del corpo, anche qui privati delle carni da particolari riti. Nella vicina Nevali Cori vediamo delle costruzioni simili con sistemi di drenaggio e ventilazione, inoltre troviamo le stesse stele a T di Gobekli Tepe in un edificio, pero’, a pianta quadrata e non circolare, un totem (ve … Leggi tutto

Simboli, riti, monumenti ciclopici e giganti da Gobekli Tepe alle terre sarde e tosco-laziali. 1

di Giorgio Lecchi I simboli che gli antichi rappresentavano sui diversi monumenti e i riti che praticavano fin dalla notte dei tempi, hanno spesso catturato l’attenzione sia di studiosi che di curiosi appassionati, forse, nel vano tentativo, di poter carpire i segreti delle civilta’ che li eseguirono. Questo lavoro non ha la pretesa di penetrare i reconditi significati che si nascondono dietro la rappresentazione di un totem o di una stele a T, anche se un tentativo di interpretazione va comunque fatto, … Leggi tutto

IL MISTERO DELLA TRIADE O TRINITA’ NURAGICA, FORSE PRECEDENTE A OGNI ALTRA TRINITA’ CONOSCIUTA

di Antonello Gregorini Perché gli incavi del concio “a dentelli” sono sempre in numero di tre, come tre sono i fori ricavati nelle oltre novanta tombe a prospetto architettonico, nei conci trapezoidali o negli incassi delle “stele centinate”? Il problema del concio dentellato attende ancora una soluzione pienamente convincente e, al momento, pur con le perplessità che si impongono alla luce delle diverse ipotesi sopra proposte, è ancora viva l’idea di un qualche legame di queste singolari “pietre” … Leggi tutto

Del diritto alla Costruzione dell’identità.

di Antonello Gregorini Da qualche tempo, nelle manifestazioni pubbliche, affianchiamo al nome della Fondazione Nurnet il sotto titolo “La Costruzione dell’Identità”, a sintetizzare la nostra missione. Va da sé che ci vediamo costretti a ragionare sul significato profondo di questa frase, e di tutte le implicazioni e pericoli che comporta. L’identità in questione sarebbe quella della Sardegna. Infatti nei dibattiti, sviluppati attorno al progetto originario di Nurnet, sostenevamo che l’unico vero valore aggiunto del nostro marketing territoriale, da offrire … Leggi tutto

IL GEOPORTALE E LA MEDIATECA. I NURAGHI “DIMENTICATI” E MAI CATALOGATI. UNA MISSIONE IDENTITARIA, COMUNITARIA, VOLONTARIA E NECESSARIA DA COMPIERE.

della Redazione Dopo un periodo in cui, per ragioni tecniche, avevamo smesso di aggiornare il geoportale, ora, forti dell’apporto della nuova Mediateca, intendiamo riprendere. Tutti insiene, in paris, dobbiamo completare un’informazione che fondamentale per la coscienza e la conoscenza storica della Sardegna e dei Sardi. In passato, agli inizi, assegnavamo le referenze di editor a chiunque ce ne facesse richiesta e questo ha portato, da un lato, un notevole arricchimento dei dati, dall’altro, un certo grado di confusione … Leggi tutto

Gli antichi Sardi erano così negletti da essere chiamati Liguri. E così si sono formate due generazioni senza Storia

di Antonello Gregorini Ecco  “Rovistando nella libreria di famiglia ho trovato il mio libro di storia delle elementari. Siamo tutti Liguri!!!…” Così mi scrive Tonino, da Meana Sardo. E l’immagine parla chiaro, senza lasciare adito a interpretazioni strumentali. Potremmo pensare di essere vittime della cosiddetta psicosi FANTARCHEOSARDISTA, per la quale di recente è stata chiesta censura istituzionale e mediatica da parte di due stimati archeologi della Soprintendenza sarda, se non fossero gli stessi che hanno promosso la mostra … Leggi tutto

Su Gunventu, Mogoro. Il nuraghe sopra il serbatoio

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di Antonello Gregorini Nell'aprile del 2016 il MIBACT, con decreto 59 del Soprintendente Fausto Martino, dichiara di "particolare interesse archeologico ai sensi dell'art.10 del decreto Urbani 42/2004", il nuraghe Su Gunventu. Il decreto, registrato presso l'Agenzia del Territorio, è diventato efficace "nei confronti di qualsiasi successivo, possessore o detentore del bene. Avverso il presente decreto è ammesso ricorso..." nelle forme di legge di cui all'art.16 del citato decreto. http://www.sardegna.beniculturali.it/index.php?it/313/beni-dichiarati-di-interesse-culturale/895/nuraghe-su-gunventu Dispiace che questo decreto sia arrivato solo nel 2016, … Leggi tutto

I nuraghe e le domus de janas, povere vittime dell’ignoranza

di Antonello Gregorini Il NURAGHE MANNU. di Mogorella, ecco un’altra vittima della spasmodica e ignorante ricerca de s’ischisorgiu. La cronache orali del paese di Mogorella narrano che questo nuraghe, negli anni `30, fosse stato fatto esplodere con la dinamite. “La disposizione dei conci della cupola e le condizioni del lato occidentale deporrebbero a favore di questa tesi”. (fonte Comune Mogorella) Tutto ciò rammenta l’analoga azione subito dal nuraghe Mereu, di Orgosolo, o l’azione degli ignoti psicotici che “sfondarono la … Leggi tutto

Il nuraghe in azienda

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di Antonello Gregorini   In Sardegna sono tanti i nuraghi inglobati nei manufatti delle aziende agricole. Quello a mio avviso più noto, che tutti noi viaggiatori sulla s.s.131 Carlo Felice almeno una volta abbiamo visto, si chiama Nuraghe Funtana Codina. Alla fine del lungo rettifilo che attraversa l’altopiano di Campeda, qualche centinaio di metri dopo la rampa ferroviaria, sulla destra per chi va da Cagliari a Sassari, appare la sua torre come inglobata e pertinenza dell’ovile. In realtà è … Leggi tutto

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