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Nuraghe Sa Domu ‘e s’Orku
Per raggiungere il nuraghe c'è da camminare molto, ma in mezzo ad un campagna ricca di pini, alberi di mimose, profumi, canti degli uccelli, aria pulita. Il nuraghe a prima vista emoziona per i suoi blocchi irregolari ma enormi e pesanti. E' fatto di 2 torri inglobate in una struttura, che sarebbe il bastione. Dell' esterno possiamo vedere le parti nord, ovest e qualcosa del lato sud, mentre la parte est tutta e parti del perimetro sud non sono visibili per la vegetazione e i crolli.
Nuraghe Sa Domu ‘e s’Orku
Per raggiungere il nuraghe c'è da camminare molto, ma in mezzo ad un campagna ricca di pini, alberi di mimose, profumi, canti degli uccelli, aria pulita. Il nuraghe a prima vista emoziona per i suoi blocchi irregolari ma enormi e pesanti. E' fatto di 2 torri inglobate in una struttura, che sarebbe il bastione. Dell' esterno possiamo vedere le parti nord, ovest e qualcosa del lato sud, mentre la parte est tutta e parti del perimetro sud non sono visibili per la vegetazione e i crolli.
Nuraghe Sa Domu ‘e s’Orku
Per raggiungere il nuraghe c'è da camminare molto, ma in mezzo ad un campagna ricca di pini, alberi di mimose, profumi, canti degli uccelli, aria pulita. Il nuraghe a prima vista emoziona per i suoi blocchi irregolari ma enormi e pesanti. E' fatto di 2 torri inglobate in una struttura, che sarebbe il bastione. Dell' esterno possiamo vedere le parti nord, ovest e qualcosa del lato sud, mentre la parte est tutta e parti del perimetro sud non sono visibili per la vegetazione e i crolli.
Nuraghe Sa Domu ‘e s’Orku
Per raggiungere il nuraghe c'è da camminare molto, ma in mezzo ad un campagna ricca di pini, alberi di mimose, profumi, canti degli uccelli, aria pulita. Il nuraghe a prima vista emoziona per i suoi blocchi irregolari ma enormi e pesanti. E' fatto di 2 torri inglobate in una struttura, che sarebbe il bastione. Dell' esterno possiamo vedere le parti nord, ovest e qualcosa del lato sud, mentre la parte est tutta e parti del perimetro sud non sono visibili per la vegetazione e i crolli.
Nuraghe Sa Domu ‘e s’Orku
Per raggiungere il nuraghe c'è da camminare molto, ma in mezzo ad un campagna ricca di pini, alberi di mimose, profumi, canti degli uccelli, aria pulita. Il nuraghe a prima vista emoziona per i suoi blocchi irregolari ma enormi e pesanti. E' fatto di 2 torri inglobate in una struttura, che sarebbe il bastione. Dell' esterno possiamo vedere le parti nord, ovest e qualcosa del lato sud, mentre la parte est tutta e parti del perimetro sud non sono visibili per la vegetazione e i crolli.
Nuraghe Longu
Il Nuraghe Longu si trova nella Valle del rio Brabaciera a circa 3 Km ad Est da Isili. Costruito con blocchi di calcare ben lavorati è sito su un rilievo a circa 500 m di quota. Si tratta di un Nuraghe complesso di cui di può apprezzare il Mastio ancora in discrete condizioni nonostante un crollo importante del paramento murario esterno a Sud-Est. Dal crollo si può accedere all'interno dove si possono osservare le nicchie e la tholos intatta.
Nuraghe Serra Madau
Uno sperone roccioso che domina a strapiombo una valle solitaria, un centinaio di metri più in basso, dove scorre il Rio S’Acqua Callenti (l’acqua calda, per i non sardi), un affluente del Flumendosa. Difficile da raggiungere, lungo un sentiero ripido e impervio, in mezzo alla macchia. Quando si arriva in cima, lo sguardo si perde tra il verde e non si vedono paesi, mentre la presenza umana è lontana. Lo stesso panorama che si apriva dinanzi ai nostri antenati, oltre tremila anni fa, ancora oggi lo si ammira dalla posizione svettante dove sorge il nuraghe Serra Madau. É sorprendente trovare dei nuraghi in luoghi oggi così remoti, così lontani da tutto, ma in posizioni così dominanti come dei castelli medievali, da far intuire che migliaia di anni fa lì c’era una comunità su cui quel nuraghe vigilava dall’alto. É stupefacente che su quella roccia battuta dal vento e dalle intemperie, dopo tre millenni, le grandi pietre trasportate con fatica dai nuragici, siano ancora al loro posto, a testimoniare una storia ancora misteriosa. (Enrico Napoleone)
Nuraghe Serra Madau
Uno sperone roccioso che domina a strapiombo una valle solitaria, un centinaio di metri più in basso, dove scorre il Rio S’Acqua Callenti (l’acqua calda, per i non sardi), un affluente del Flumendosa. Difficile da raggiungere, lungo un sentiero ripido e impervio, in mezzo alla macchia. Quando si arriva in cima, lo sguardo si perde tra il verde e non si vedono paesi, mentre la presenza umana è lontana. Lo stesso panorama che si apriva dinanzi ai nostri antenati, oltre tremila anni fa, ancora oggi lo si ammira dalla posizione svettante dove sorge il nuraghe Serra Madau. É sorprendente trovare dei nuraghi in luoghi oggi così remoti, così lontani da tutto, ma in posizioni così dominanti come dei castelli medievali, da far intuire che migliaia di anni fa lì c’era una comunità su cui quel nuraghe vigilava dall’alto. É stupefacente che su quella roccia battuta dal vento e dalle intemperie, dopo tre millenni, le grandi pietre trasportate con fatica dai nuragici, siano ancora al loro posto, a testimoniare una storia ancora misteriosa. (Enrico Napoleone)
Nuraghe Serra Madau
Uno sperone roccioso che domina a strapiombo una valle solitaria, un centinaio di metri più in basso, dove scorre il Rio S’Acqua Callenti (l’acqua calda, per i non sardi), un affluente del Flumendosa. Difficile da raggiungere, lungo un sentiero ripido e impervio, in mezzo alla macchia. Quando si arriva in cima, lo sguardo si perde tra il verde e non si vedono paesi, mentre la presenza umana è lontana. Lo stesso panorama che si apriva dinanzi ai nostri antenati, oltre tremila anni fa, ancora oggi lo si ammira dalla posizione svettante dove sorge il nuraghe Serra Madau. É sorprendente trovare dei nuraghi in luoghi oggi così remoti, così lontani da tutto, ma in posizioni così dominanti come dei castelli medievali, da far intuire che migliaia di anni fa lì c’era una comunità su cui quel nuraghe vigilava dall’alto. É stupefacente che su quella roccia battuta dal vento e dalle intemperie, dopo tre millenni, le grandi pietre trasportate con fatica dai nuragici, siano ancora al loro posto, a testimoniare una storia ancora misteriosa. (Enrico Napoleone)
Nuraghe Serra Madau
Uno sperone roccioso che domina a strapiombo una valle solitaria, un centinaio di metri più in basso, dove scorre il Rio S’Acqua Callenti (l’acqua calda, per i non sardi), un affluente del Flumendosa. Difficile da raggiungere, lungo un sentiero ripido e impervio, in mezzo alla macchia. Quando si arriva in cima, lo sguardo si perde tra il verde e non si vedono paesi, mentre la presenza umana è lontana. Lo stesso panorama che si apriva dinanzi ai nostri antenati, oltre tremila anni fa, ancora oggi lo si ammira dalla posizione svettante dove sorge il nuraghe Serra Madau. É sorprendente trovare dei nuraghi in luoghi oggi così remoti, così lontani da tutto, ma in posizioni così dominanti come dei castelli medievali, da far intuire che migliaia di anni fa lì c’era una comunità su cui quel nuraghe vigilava dall’alto. É stupefacente che su quella roccia battuta dal vento e dalle intemperie, dopo tre millenni, le grandi pietre trasportate con fatica dai nuragici, siano ancora al loro posto, a testimoniare una storia ancora misteriosa. (Enrico Napoleone)
Nuraghe Serra Madau
Uno sperone roccioso che domina a strapiombo una valle solitaria, un centinaio di metri più in basso, dove scorre il Rio S’Acqua Callenti (l’acqua calda, per i non sardi), un affluente del Flumendosa. Difficile da raggiungere, lungo un sentiero ripido e impervio, in mezzo alla macchia. Quando si arriva in cima, lo sguardo si perde tra il verde e non si vedono paesi, mentre la presenza umana è lontana. Lo stesso panorama che si apriva dinanzi ai nostri antenati, oltre tremila anni fa, ancora oggi lo si ammira dalla posizione svettante dove sorge il nuraghe Serra Madau. É sorprendente trovare dei nuraghi in luoghi oggi così remoti, così lontani da tutto, ma in posizioni così dominanti come dei castelli medievali, da far intuire che migliaia di anni fa lì c’era una comunità su cui quel nuraghe vigilava dall’alto. É stupefacente che su quella roccia battuta dal vento e dalle intemperie, dopo tre millenni, le grandi pietre trasportate con fatica dai nuragici, siano ancora al loro posto, a testimoniare una storia ancora misteriosa. (Enrico Napoleone)
Nuraghe Serra Madau
Uno sperone roccioso che domina a strapiombo una valle solitaria, un centinaio di metri più in basso, dove scorre il Rio S’Acqua Callenti (l’acqua calda, per i non sardi), un affluente del Flumendosa. Difficile da raggiungere, lungo un sentiero ripido e impervio, in mezzo alla macchia. Quando si arriva in cima, lo sguardo si perde tra il verde e non si vedono paesi, mentre la presenza umana è lontana. Lo stesso panorama che si apriva dinanzi ai nostri antenati, oltre tremila anni fa, ancora oggi lo si ammira dalla posizione svettante dove sorge il nuraghe Serra Madau. É sorprendente trovare dei nuraghi in luoghi oggi così remoti, così lontani da tutto, ma in posizioni così dominanti come dei castelli medievali, da far intuire che migliaia di anni fa lì c’era una comunità su cui quel nuraghe vigilava dall’alto. É stupefacente che su quella roccia battuta dal vento e dalle intemperie, dopo tre millenni, le grandi pietre trasportate con fatica dai nuragici, siano ancora al loro posto, a testimoniare una storia ancora misteriosa. (Enrico Napoleone)
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