La tomba di giganti Sa Fache e s”Altare è una sepoltura a corridoio con stele centinata.
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Il Macigno scritto, scolpito. tomba di Gigante in località Santu Micheli la cui stele è circoscritta, appunto, da una cornice a basso rilievo.
Prov: Oristano
Autore: Giovanni Sotgiu
Codice Geo: NUR14239
> Scheda Geoportale
La T.d.G. è coperta da un fitto macchione e fuori si può notare solo una lastra di copertura appoggiata a nord. Riparo sotto roccia che si apre in un enorme masso granitico e spaziosa cavità con ampia imboccatura principale, delimitata ai lati da due lastroni ortostatici e già chiusa parzialmente. L’interesse maggiore è dovuto alla presenza di figure geometriche nella roccia affiorante che costituisce il pavimento del riparo, antropomorfe schematiche nella parete di fondo.
Tomba dei giganti di Bidistili o Durane, scavata da G. Lilliu nel 1978, è uno dei monumenti archeologici più belli e meglio conservati del territorio fonnese. Situata a breve distanza dal rio Durane, su una radura pianeggiante ampiamente frequentata durante l’età nuragica (come dimostrano i vicini nuraghi di Carpidura/Durane, Istelazze e Padru Ebbas), la tomba presenta un vano tombale lungo circa 9 metri e un’ampia esedra sulla fronte della lunghezza di 14 metri. È interamente costruita in granito con conci di pietra locale finemente lavorati e disposti a filari regolari. La parte centrale, priva della stele centinata, presenta il portello d’ingresso sormontato dal cosiddetto “concio a dentelli”, una pietra di forma trapezoidale provvista di incavi e dalla funzione ancora discussa.
La grande esedra, dotata di banconi-sedili per la sosta dei pellegrini, accoglie, ad est, un piccolo betilo, che dovette essere oggetto di culto. (Pro Loco Fonni)
E’ la tomba di giganti più in buono stato presente nel territorio comunale, per quanto
E’ la tomba di giganti più in buono stato presente nel territorio comunale, per quanto sia difficilmente raggiungibile
Otto domus de janas sparse lungo il perimetro delimitato nella mappa più qualche tafone.
Scavata nel 1996-97. Nelle vicinanze sono state ritrovate numerose statue menhir conservate in parte presso il museo dell’arte tessile in Samugheo. (da Donna Nuragica)
Scavata nel 1996-97. Nelle vicinanze sono state ritrovate numerose statue menhir conservate in parte presso il museo dell’arte tessile in Samugheo. (da Donna Nuragica)
Scavata nel 1996-97. Nelle vicinanze sono state ritrovate numerose statue menhir conservate in parte presso il museo dell’arte tessile in Samugheo. (da Donna Nuragica)
La necropoli a domus de janas di Sas Concas o Sos Canzos di Oniferi può essere annoverata tra le più estese fra quelle conosciute nella provincia di Nuoro ed è ricca di simbologie legate certamente al culto dei morti e di particolari architettonici che ne impreziosiscono le decorazioni. Ricavata sulla superficie di un plateau roccioso di trachite rossa, essa è costituita da almeno venti ipogei.
Ricavate all’interno del corpo roccioso, le domus ripropongono assai spesso le planimetrie e alcuni particolari di quelle che furono le dimore dei vivi.
In alcune di esse sono scolpiti petroglifi antropomorfi denominati “capovolti” in quanto si presume rappresentino le anime dei defunti che ritornano alla madre terra.
Si tratta di una domus isolata imersa in un bosco severo e misterioso come quasi tutti i nostri boschi. All’ interno della domus si può ammirare un bellissimo focolare con un altrettanto stupenda nicchia con betilino scolpito.
























